In fondo, siamo tutti un po’ bastardi, no?

È Dustin Hoffman a parlare, con tenerezza e l’insostenibile malinconia del suo personaggio in The Meyerowitz Story, Harold Meyerowitz, egocentrico e infantile scultore ebreo alla soglia della vita, protagonista dell’ultima pellicola di Noah Baumbach (Il calamaro e la balena, Frances Ha), storia di una famiglia borghese di New York totalmente disfunzonale, tra rancori, musica e lunghissime chiacchierate a suon di Vaffanculo!

Il capofamiglia Harold (Hoffman), è uno scultore di un certo successo (ma neanche un genio dell’arte), che si considera poco riconosciuto o apprezzato, indifferente e crudele coi suoi figli, avuti da due donne diverse: Danny (un Adam Sandler in auge, quasi irriconoscibile), mancato musicista ma ottimo padre per la figlia diciottenne, Jean (Elizabeth Marvel), timida zitella con un trauma alle spalle e Matthew (Ben Stiller), affermato manager con una vita privata in rovina. L’anziano patriarca, che vive con la terza moglie Maureen (Emma Thompson), hippie nell’animo e bugiarda cronica, sembra provare un sadico piacere nell’umiliare i figli, l’unica cosa realmente riuscita nella sua vita, e quando il vecchio finisce in coma, non sarà difficile per i tre chiedersi se rimanere al fianco del padre o abbandonarlo al suo destino, alla vigilia di una retrospettiva dedicata alle sue opere.

Una gara tra pesi massimi della recitazione, The Meyerowitz Stories ha il sapore agrodolce delle commedie di Woody Allen, con la giusta quantità di poetica naive da renderlo originale. Dove il rischio della visibilità di questa pellicola Netflix poteva essere l’eccessiva verbosità della sceneggiatura, non dissimile a un romanzo o a una piéce teatrale, il ritmo della narrazione (divisa in capitoli) e le eccellenti interpretazioni degli attori protagonisti permettono di godere appieno della storia, sorvolando su alcuni virtuosismi registici apparentemente inutili, al limite del fastidio.

Voto 87/100

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.