Ci sono due tipi di dolore a questo mondo: il dolore che fa male e il dolore che ti cambia

Nonostante la pensione, Robert McCall (Denzel Washington) continua ad aiutare le persone oppresse e in difficoltà mediante il suo nuovo mestiere con cui riesce ad entrare in contatto con loro, quello dell’autista. Tutto diventa più difficile quando viene richiamato dalla sua ex agenzia per scoprire di più sull’incidente che ha colpito la sua migliore amica Susan (Melissa Leo).

The Equalizer 2 – Senza Perdono” è sempre diretto da Antoine Fuqua e vede per la prima volta Denzel Washington in un sequel. Non è un caso che il film si regga saldamente sull’azione (in questo Fuqua ne è un abile regista) e sull’interpretazione dell’attore che ha interpretato pellicole come “Philadelphia” e “Malcom X“, che anche questa volta non delude le aspettative. Se però Denzel continua a stupire, “The Equalizer 2” non stupisce affatto, anzi è insoddisfacente. Dopo il primo capitolo degno di essere ricordato per gli amanti dell’action movie, questo può essere dimenticato facilmente. Ma andiamo con ordine: rispetto al film precedente, Fuqua decide di cambiare una caratteristica molto particolare, infatti, se la prima pellicola era caratterizzata da scene buie, il sequel è caratterizzato da colori più accesi. Una scelta registica sbagliata dato che comunque il buio del primo film distingueva “The Equalizer” dall’essere un semplice film d’azione. A parte il combattimento finale dove era necessario un impatto anche emotivo, le scene d’azione sono state realizzate molto bene, grazie ad alcune ottime inquadrature lo spettatore riesce a capire tutto quello che sta succedendo (ottimi i dettagli e non solo). A ciò si aggiunge una buonissima introduzione e delle interpretazioni positive da parte di tutti (Denzel Washington in primis). Grazie ad una scena molto forte e girata molto bene, in cui McCall cerca di salvare dalla malavita Miles Whittaker (un ragazzo che conosce e a cui è affezionato), “The Equalizer 2” esplicita il messaggio che vuole portare con sé, ovvero quello che non è mai troppo tardi e che ognuno può scegliere e quella scelta può determinare il resto della propria vita e quella degli altri. Proprio in quella scena il personaggio McCall si mette a nudo mostrando tutta la sua sensibilità e fragilità.

Quello che non funziona in questo film è la trama che risulta inconsistente, contaminata da buchi di sceneggiatura, svolte narrative prevedibili ed elementi trattati superficialmente. La prima parte del film è fin troppo lenta, mentre la seconda parte fin troppo rapida e, in più, le sottotrame non si amalgamano bene con la storia principale facendo risultare tutto il film troppo forzato. In conclusione, vedere McCall in azione è una bella visione ma non si prova minimamente pathos, dato che non finisce quasi mai in pericolo. Insomma “The Equalizer 2 – Senza Perdono” non aggiunge niente di nuovo risultando essere solamente un operazione dai fini commerciali.

VOTO: 53/100