Ci mancava il cane rapper” (cit. Frank)

Max (Giampaolo MorelliLudacris), cane Rottweiler e il suo partner umano Frank (Will Arnett), sono agenti dell’FBI e stanno investigando sul rapimento di un cucciolo di panda da parte di una banda di commercianti illegali di animali. Quando ricevono un indizio sulla vendita del cucciolo di panda a una prestigiosa mostra canina, Max sarà costretto a parteciparvi sotto copertura per evitare la catastrofe. Grazie all’aiuto di Frank e ai consigli dello stiloso Papillon Felipe (Cristiano MalgioglioStanley Tucci), Max ritroverà dentro di sé la sua vera anima da “Show Dog”, trasformandosi in un vero damerino e imparando che fidarsi dell’aiuto degli altri può essere più gratificante di lavorare da solo.

Il cast di doppiatori è ricchissimo, tra quelli italiani troviamo: Giampaolo Morelli, Cristiano Malgioglio, Barbara D’Urso, Marco Bocci, Nino Frassica, Claudio Amendola, Giulio Berruti, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Ale e Franz, Valeria Marini e tanti altri. Questa pellicola mostra il conflitto di classe che c’è tra i cani, chi lavora come poliziotto contro chi lavora come cane da esibizione, arrivando comunque ad una morale: bisogna sempre avere rispetto e fiducia verso gli altri e, in molti casi, lasciarsi anche andare.

Dopo “Beverly Hills Chihuahua”, Raja Gosnell si rilancia in un film incentrato sui cani che parlano e a livello tecnico il regista ha fatto un buonissimo lavoro. In “Show Dogs” i cani muovono la bocca per parlare proprio come fanno gli esseri umani e l’utilizzo, in alcune scene, della CGI è stata ben sfruttata. A questo si aggiungono delle inquadrature azzeccate, come ad esempio i primi piani sui cani così da far entrare lo spettatore più in sintonia con loro. Le interpretazioni sono positive, così come il doppiaggio italiano: Morelli riesce a dare al cane la caratterizzazione necessaria e Malgioglio (anche inaspettatamente) è riuscito ad essere esilarante, caratterizzato e a rendere il suo Felipe davvero molto interessante. Più croce che delizia invece a livello narrativo, infatti “Show Dogs” mostra quello che giustamente deve far vedere, ma senza andare in profondità, una su tutte i rapporti interpersonali tra i protagonisti (cani compresi ovviamente) che ci sono, ma si evolvono troppo superficialmente. Inoltre per quasi tutto il film, le soluzioni sono troppo semplici e i problemi di conseguenza sono troppo depotenziati.

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Show Dogs” è puro intrattenimento e alcune scene sono davvero divertenti (come ad esempio la discussione in macchina tra Max e Frank su quale tipo di musica scegliere), ma nel voler essere troppo conciso e nel voler focalizzarsi eccessivamente sull’intrattenimento, l’opera perde quell’elemento di profondità generale che gli avrebbe fatto fare il salto di qualità e, di conseguenza, far diventare “Show Dogs”, non solo divertente e ben curato tecnicamente, ma anche più memorabile.

VOTO: 65/100