Ottimo debutto per Aneesh Chaganty, la storia di David Kim (John Cho) raccontata con un sistema innovativo e valoroso. Un film interamente filtrato da schermi: Telefoni, Web Cam, notiziari in diretta, tutto sembra un grosso Ceci n’est pas une pipe 2.0.
David Kim è un vedovo che si trova ad affrontare la scomparsa della figlia Margot (Michelle La), sparita misteriosamente in una situazione poco chiara e frammentata. Da qui nasce il grande problema che ci pone davanti questo film: è possibile risalire a qualcuno soltanto partendo da Google? In questo modo il padre inizia a cercare su internet e su qualsiasi social network dove Margot possa essere finita, prima indagando con il proprio computer, per poi aiutarsi scavando più affondo, con l’aiuto del computer della figlia. Il padre disperato non riscontrando risposte né riscontri positivi è così costretto ad affidarsi alla mente di un detective del posto. Questo non ferma le indagini di Kim, il quale continua a cercare su internet e da qualsiasi altra parte possibile.

È possibile che mia figlia non sia chi dice di essere? È impossibile, ama suonare il piano, prende ottimi voti a scuola, non ha mai fatto niente di male.“ forse la personalità di qualcuno è data da altro, forse mostriamo di essere qualcun altro. Vedendo quello che il padre trova riguardo a sua figlia fa pensare che Margot sia una sconosciuta, e che forse, sia scappata da lui, che volesse soltanto andarsene lontano. Sembra di analizzare “Into the Wild” dalla triste parte del genitore che atterrito dalla scomparsa del figlio fa di tutto per avere uno straccio di notizia. Portato quasi alla pazzia, inducendo così a pensare che anche un caro fratello potrebbe aver commesso un errore irreparabile. Scappata o meno questa ragazza va trovata per il bene di tutti, per fortuna c’è Zuckerberg, ci semplifica tutta le indagini. È infatti molto curioso sapere che la sceneggiatura è stata interamente scritta da due ex dipendenti Google.
In quanti usciti dalla sala hanno pensato di volersi cancellare da qualsiasi social network e disperdere le proprie tracce su internet? Qui è la forza di questo film, è riuscito ad analizzare in modo millimetrico la potenza dell’universo mediatico alle proprie spalle e quanto labile possa essere la privacy di qualsiasi individuo, facendo comunque riflettere anche al lato positivo di questo mondo “data-searching”.

Joseph Lee (left) and John Cho star in Screen Gems’ SEARCHING.

Un esperimento davvero ben riuscito, per niente scontato e molto innovativo. Il tema della perdita è affrontato da due importanti fronti: il primo riguarda la figlia Margot, il secondo sicuramente più delicato si appoggia all’elaborazione del lutto, un argomento ricorrente nel film e trattato dettagliatamente senza mai sforare. Un film ricco in tutti i fronti, ricco di colpi di scena e cambi di aspettativa. Nel panorama degli screen movie è senz’altro uno dei più coinvolgenti e affascinanti, probabilmente non l’ultimo di quest’era.

Voto: 85/100