Seconda parte dell’intervista a Edoardo Stoppacciaro (qui potete trovare la prima), che qui ci parla di un progetto ambizioso e completamente folle, mosso unicamente dalla passione per uno dei marchi più famosi della storia del cinema: Ghostbusters.

Come è nata l’idea di REAL?

Ho conosciuto gli acchiappafantasmi dai cartoni animati, The Real Ghostbusters. Questi avevano un elemento fighissimo, nell’edizione italiana, e solo in questa: i doppiatori erano gli stessi del film! È stato il mio primo contatto con il mondo del doppiaggio, mi sono innamorato delle voci degli acchiappafantasmi e del loro modo di insegnare ai bambini non tanto a non avere paura, ma ad affrontare la paura con ironia. Poi un giorno su canale 5 passa il trailer del film, e mi ricordo che dissi a mio padre ah, ma questi sono come quelli del cartone animato? E lui mi disse no, no, sono proprio loro però in carne e ossa! Lì c’è stato il salto di prospettiva, e ho iniziato a chiedermi se fosse possibile acchiappare fantasmi anche nel mondo reale. Da quel momento ho cominciato a sognare di fare il mio film sui Ghostbusters!
Mi ricordo che parlavo di questa cosa con un mio compagno di classe alle elementari, che mi disse che lo zio aveva degli zaini protonici autentici, e che me li avrebbe mandati a casa. Io, ingenuo, ci sono cascato con tutte le scarpe, e naturalmente gli zaini non sono mai arrivati! Il sogno del film è così naufragato in fretta.
Per i miei 30 anni, però, la mia allora fidanzata, e attuale moglie, ha pensato bene di regalarmi una replica fedele di uno zaino protonico. Ho aperto il pacco, visto lo zaino, e ho pianto per 20 minuti ininterrotti. A quel punto, come se l’unico ostacolo fra me e la realizzazione di un film di Ghostbusters fosse avere uno zaino protonico, mi sono detto devo fare il film. In 5 giorni ho scritto il soggetto, ma non sapevo chi sarebbe andato in giro ad acchiappare fantasmi insieme a me, finché una sera a cena con Marco Fumarola e Fabio Cavalieri, amici e colleghi coi quali ero in scena a teatro, ho guardato il nostro tavolo riflesso in uno specchio, e mi sono accorto di aver trovato i miei acchiappafantasmi! In un mese ho scritto la sceneggiatura. Ho passato quasi tre anni continuando a lavorarci, ampliando la storia, dando profondità e background ai personaggi, insieme al mio amico e grande esperto di Ghostbusters Valerio Albasini di Giorgio e al regista Cristian Calabretta, che ha diretto il film insieme a me. Il progetto poi si è ampliato, ho cominciato a parlarne con amici e colleghi e ad attirare l’attenzione di varie figure professionali. Piano piano è cresciuto fino a essere la follia fiammeggiante che è ora.

A che punto è REAL?

Abbiamo girato per tutta l’estate a dei ritmi folli. Le riprese sono finite e abbiamo chiuso il montaggio. A breve proporremo il primo vero teaser del film, ma ora comincia la parte veramente tosta: stiamo lavorando con Marco Tudini, il nostro Visual Effect Supervisor, un professionista straordinario che ha lavorato a produzioni come Maleficent, The Amazing Spiderman e Fast & Furious. Lui ha iniziato ad appassionarsi agli effetti speciali per lo stesso motivo per cui io mi sono appassionato alla recitazione: Ghostbusters. Insieme a lui, abbiamo i talentuosi JMMates e, dulcis in fundo, un’eccellenza italiana come la Hive Division a curare la CGI del film.
Stiamo cercando insieme un modo di portare sullo schermo quella cosa folle che abbiamo scritto, pur con i pochi mezzi di cui disponiamo. Fortunatamente con la guida di professionisti come Marco, Cristian, Simone Schiralli alla fotografia, e di tutti gli attori che stanno lavorando con noi, ci stiamo riuscendo.

Una data d’uscita approssimativa?

Speriamo di avere il film pronto tra un anno. Avendo a che fare con il marchio Ghostbusters, non possiamo venderlo né distribuirlo, ma organizzeremo sicuramente delle proiezioni in eventi singoli organizzati da noi, in festival, concorsi a cui siamo stati invitati, sarà disponibile online gratuitamente, e poi faremo i dvd e i blu-ray per chi ha partecipato al crowdfunding.

A proposito del marchio Ghostbusters, Ivan Reitman e Dan Aykroyd hanno dato l’assenso al progetto tramite la Ghost Corps, puoi spiegarci di cosa si tratta?

 La Ghost Corps è una società di produzione nata in seno alla Sony Pictures, che possiede i diritti di Ghostbusters. È una società preposta a tutte le produzioni a marchio Ghostbusters e a intrattenere rapporti con i vari fan club. (Circa 200 nel mondo). Quasi ognuno di questi ha realizzato il proprio fan film. Nei confronti di tutti questi progetti la Ghost Corps è stata subito di straordinario supporto; loro propongono anche ai fan club di unirsi alla loro “famiglia”, scrivendo chi sono, quanti sono, il nome del fan club ecc ecc, per poi rilasciare un attestato di affiliazione. Io gli ho scritto esponendogli il progetto, senza aspettarmi una risposta. Dopo qualche tempo è arrivato l’attestato per REAL!, firmato in calce da Ivan Reitman, e grazie a questo la Ghost Corps, e indirettamente la Sony, sa quello che stiamo facendo.

Credo faccia gioco anche a loro avere dei professionisti dietro un progetto del genere.

La mia ambizione, da papà del progetto, è di arrivare un giorno a fare vedere il nostro film a Dan Aykroyd e Ivan Reitman, e, qualora gli piacesse, dirgli è vostro. Abbiamo chiesto aiuto logistico a un paio di case di produzione, non per materiale, ma solo per chiedergli una consulenza, dato che io non ho mai fatto un film. La risposta è sempre stata la stessa: togliete il marchio Ghostbusters a questo film e ve lo produciamo domani. Non è quello che voglio fare però: io voglio fare un film di Ghostbusters!
Vogliamo solo fare una cosa che piaccia ai fan e magari anche ai creatori di questo mondo meraviglioso.

Nella vostra storia passate da New York a Roma, città con una grandissima tradizione magica, portata anche recentemente in scena dal fan made Dylan Dog – Vittima degli eventi. La vostra storia sarà completamente originale o ancorata alla tradizione magica romana?

REAL! sarà a tutti gli effetti un sequel, ambientato 35 anni dopo gli eventi del primo film. Nel background del nostro lavoro, i due film su Ghostbusters e Ghostbusters – The Videogame sono canonici. Noi partiamo proprio da questo, in una realtà dove i fatti accaduti sono stati dimenticati, liquidati come leggende metropolitane. La nostra ambizione è quella di creare una continuità diretta con i primi film, nonostante si cambi continente. Un passaggio di testimone fra la vecchia squadra e quella nuova. Questo siamo riusciti a crearlo attraverso quelle magiche voci di cui ti parlavo all’inizio. In Italia i Ghostbusters hanno sempre avuto gli stessi doppiatori, sia nei cartoni animati, che nei film che nei videogiochi. Per mia fortuna ho l’onore di conoscere e lavorare con quei doppiatori, gli ho proposto il mio progetto chiedendogli di partecipare, e ne sono stati tutti entusiasti. Mario Cordova (che doppiava Egon), Sergio di Giulio (che doppiava Ray) nonché Cristiana Lionello, la voce storica della segretaria Janine, e Melina Martello, che in Ghostbusters 2 doppiava Sigourney Weaver, hanno accettato tutti di prendere parte a questo progetto, portando almeno al pubblico italiano una continuità vocale e, perché no, anche emotiva con i film storici. Il fantasma sarà invece interpretato da Alessandro Budroni, il doppiatore di David Harbour (Jim Hopper) in Stranger Things
I protagonisti di REAL!, invece, partono da un presupposto completamente diverso: loro non credono ai fantasmi. Si trovano a essere sfrattati senza preavviso, e l’unica casa che riescono a permettersi è una bellissima casa al centro di Prati infestata da una serie di apparizioni che fanno capo al fantasma di un’alchimista del 1600. Ricollegandomi a quello che dicevi sulla questione della Roma magica, noi partiamo dalla Porta Magica di piazza Vittorio, uno dei misteri collegati agli alchimisti che più mi affascina.
Tra l’altro, nel corso della lavorazione sono successi anche un po’ di eventi particolari: coincidenze, similitudini con la produzione originale di Ghostbusters, aiuti inaspettati proprio quando tutto sembrava perduto, che ci hanno stupito, come se da lassù Harlod Ramis ci guidasse e approvasse il nostro lavoro.

Passando a questioni più tecniche, il vostro progetto è finanziato tramite una campagna di crowdfunding. Riuscire a raccogliere 20.000€ così non è una cosa da tutti.

Noi abbiamo provato una prima campagna su kickstarter più di un anno fa, senza neanche renderci conto di quale tipo di sforzo comportasse. All’epoca, 15 giorni dopo il lancio della campagna, è venuto fuori che un altro fan film americano, concettualmente identico al nostro, ma che riguardava Star Trek, era stato citato in giudizio dalla Paramount per due milioni di dollari. Ci siamo spaventati e abbiamo lasciato morire tutto. Abbiamo così imparato come funziona il crowdfunding: se per un giorno non inviti la gente a donare, la campagna muore all’istante.
Abbiamo comunque continuato a lavorare al film, per capire se c’erano modi alternativi di produrlo, abbiamo ricevuto questa splendida conferma dalla Ghost Corps, e abbiamo deciso di riprovarci. Ci siamo affidati al crowdunfing tutto italiano con Produzioni dal basso, consapevoli che non potevamo lasciare nulla al caso: abbiamo accumulato materiale, e ogni giorno abbiamo martellato la gente chiedendo aiuto. È stata una grandissima fatica, ma abbiamo ricevuto un supporto non solo economico, ma anche emotivo, che non ci aspettavamo. Considera che è venuta gente da fuori Roma per conoscerci, e vedere il set! Per esempio, nel film compariranno delle lavagne con sopra scritte alcune equazioni fisiche, opera di uno dei fan del progetto, Giovanni Recalcati.

I costumi invece? Li avete comprati o ve li siete fatti prestare dalla Ghost Corps?

No, i costumi li abbiamo fatti noi. Considera che anche i costumi originali erano stati fatti con materiali “di recupero”: erano divise dei Top Gun americani. Questo è anche un po’ lo spirito del film, quando Venkman, Stantz e Spengler si “riciclano” come acchiappafantasmi dopo essere stati cacciati in malo modo dall’università. I costumi li abbiamo recuperati come li recuperarono loro all’epoca, dai negozi di articoli militari.

Quante persone stanno lavorando al progetto?

Tra sceneggiatori, registi, reparto di fotografia, fonici, compositori, effetti visivi, costumisti, concept designer, truccatrici, scenografi, character designer, storyboard artists, montatore e cast principale, saremo una cinquantina di persone. Per non parlare di tutti i “produttori” che hanno reso possibile tutto questo attraverso il crowdfunding. Un progetto sfiancante, ma siamo tutti molto felici.