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Orfani – Nuovo mondo 12

Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni

Disegni:  Davide Gianfelice, Matteo Cremona

Colore: Alessia Pastorello

Copertina: Matteo De Longis

Si chiude la rivolta. Il gruppo di disperati di Rosa, uniti solo dall’istinto di sopravvivenza, sono diventati qualcosa di più: un gruppo rivoluzionario che ha fatto dell’ideologia spicciola e dell’odio la propria benzina. Un gruppo di disperati di cui ora Rosa è leader e non più pedina (come all’inizio della seconda stagione). Ora Rosa è un capo spietato come la sua antagonista ma al contrario della Juric, sempre fredda e calcolatrice, Rosa va avanti a frasi fatte e con decisioni “di pancia”.

Prima di riprendere gli aventi del gruppo dei disperati si inizia con uno sguardo sulla Vecchia Terra, scambi di battute cinici e disillusi tra quello che probabilmente è il protagonista delle stagioni future e un robot con un logo “RR-13” che fa pensare a riferimenti metatestuali. Dopo qualche indizio sull’identità del misterioso personaggio si torna alla vicenda principale: lo stallo tra i rivoltosi a il governo.

Il finale del numero precedente e la minacciosa copertina di questo finale di stagione ci suggeriscono un finale cruento. Qualcosa di enorme che vada a pareggiare i conti con la doccia fredda del numero precedente. Rosa che bombarda Nuovo Mondo dalla sua luna prigione per esempio, qualcosa a questo livello.

Non va così. Perché l’unica carta in mano ai rivoltosi è una minaccia. Sono come ragazzini inconsapevoli e pieni di ideali che sbattono i piedi sperando che gli adulti li assecondino invece di sculacciarli. Dai dialoghi tra Rosa e la Juric risalta la differenza tra le due: una è la donna di ghiaccio che sta salvando l’umanità e preparando il mondo perfetto, l’altra è una ragazzina che non ha mai superato l’adolescenza e che va avanti a slogan. È un confronto impari che si risolve nel peggiore dei modi con i ribelli che sacrificano la loro presunta superiorità morale passando dalla parte del nemico.

In Orfani ci sono sempre state ampie zone di grigio a separare le fazioni in lotta ma adesso le fazioni in lotta sono perfettamente intercambiabili sul piano morale e l’unica differenza tra le due è il risultato che perseguono.

Mentre la Juric si dimostra ancora una volta superiore per determinazione e lungimiranza a tutto il resto del cast gli autori ci mostrano piccoli sprazzi del futuro che sarà: il già citato personaggio misterioso, il personale percorso di Sam che la porta quasi ad una distorta redenzione, il futuro dei due neonati superumani… tanta carne al fuoco che vedremo in seguito.

Per ora ci spetta solo la brutale realtà dei fatti: una conclusione cruda accentuata ancora di più dai colori delle varie scene. La sequenza della censura che lascia immaginare orrori ancora maggiori. Una violenza che si allarga su molteplici livelli in tutto l’albo: nelle azioni dei personaggi, nella loro rappresentazione grafica e soprattutto nelle implicazioni. Perché alla fine i rivoluzionari stessi non sono che un altro ingranaggio della perfetta macchina che è Nuovo Mondo.

Ci era stato anticipato nel numero 11 a chiare lettere per bocca dell’addetta fanatica “il paradiso è all’ombra delle spade” ed anche alla società perfetta serve un nemico.

 

Si chiude la rivolta. Il gruppo di disperati di Rosa, uniti solo dall’istinto di sopravvivenza, sono diventati qualcosa di più: rivoluzionari che hanno fatto dell’ideologia spicciola e dell’odio la propria benzina. Un gruppo di disperati di cui ora Rosa è leader e non più pedina (come all’inizio della seconda stagione quando cercava di farsi saltare in aria in nome della libertà). Ora Rosa è un capo spietato come la sua antagonista ma, al contrario della Juric, sempre fredda e calcolatrice, Rosa va avanti a frasi fatte e con decisioni sull’emozione del momento.

Prima di riprendere gli eventi del gruppo dei disperati si inizia con uno sguardo sulla Vecchia Terra, scambi di battute cinici e disillusi tra quello che probabilmente è il protagonista delle stagioni future e un robot con un logo “RR-13” che fa pensare a riferimenti metatestuali (RR – Roberto Recchioni). Dopo qualche indizio sull’identità del misterioso personaggio si torna alla vicenda principale: lo stallo tra i rivoltosi a il governo.

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Il finale del numero precedente e la minacciosa copertina di questo finale di stagione ci suggeriscono una soluzione cruenta. Qualcosa di enorme che vada a pareggiare i conti con la doccia fredda del numero precedente, Rosa che bombarda Nuovo Mondo dalla sua luna prigione per esempio, qualcosa a questo livello.

Non va così. Perché l’unica carta in mano ai rivoltosi è una minaccia. Sono come ragazzini inconsapevoli e pieni di ideali che sbattono i piedi sperando che gli adulti li assecondino invece di sculacciarli. Dai dialoghi tra Rosa e la Juric risalta la differenza tra le due: una è la donna di ghiaccio che sta salvando l’umanità e preparando il mondo perfetto, l’altra è una ragazzina che non ha mai superato l’adolescenza e che va avanti a slogan. È un confronto impari che si risolve nel peggiore dei modi con i ribelli che sacrificano la loro presunta superiorità morale scendendo al livello dei loro nemici, se non più in basso.

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Mentre la Juric si dimostra ancora una volta superiore per determinazione e lungimiranza a tutto il resto del cast gli autori ci mostrano piccoli sprazzi del futuro che sarà: il già citato personaggio misterioso, il personale percorso di Sam che la porta quasi ad una distorta redenzione, il futuro dei due neonati superumani… tanta carne al fuoco che vedremo in seguito.

 

Per ora ci spetta solo la brutale realtà dei fatti: una conclusione cruda accentuata ancora di più dai colori delle varie scene. La sequenza della censura che lascia immaginare orrori ancora maggiori. Una violenza che si allarga su molteplici livelli in tutto l’albo: nelle azioni dei personaggi, nella loro rappresentazione grafica e soprattutto nelle implicazioni. Perché alla fine i rivoluzionari stessi non sono che un altro ingranaggio della perfetta macchina che è Nuovo Mondo.

 

Ci era stato anticipato nel numero 11 a chiare lettere per bocca dell’addetta fanatica “il paradiso è all’ombra delle spade” ed anche alla società perfetta serve un nemico.

Nerd, appassionato di fumetti, film e serie tv ed in generale di tutto quello che lo tiene lontano dalla luce naturale.