Tutto non è abbastanza

Tra i film più attesi della stagione troviamo “Loro 1“, un racconto che si muove fra invenzioni inverosimili e penose verità sull’Italia del post-berlusconismo, diretto dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Il regista italiano, accompagnato dai soliti fidati collaboratori (Contarello co-autore della sceneggiatura, Bigazzi alla direzione della fotografia e Servillo ormai attore feticcio del regista campano), si spinge a narrare con immagini, di grandioso squallore e grande bellezza, gli italiani di Silvio Berlusconi (a cui dà il volto il camaleontico Toni Servillo). Quelli di ieri e di oggi, divisi tra ambizioni e mediocrità, sogni e squallore, attraverso il filtro rivoluzionario (almeno per un periodo tanto decadente e meschino) della tenerezza. In quello che pare il punto d’arrivo più completo della filmografia di Sorrentino, la prima parte di “Loro” unisce la cupa critica morale de “Il Divo” (senza scadere però in facili ricostruzioni biografiche) alle immagini ispirate e surreali de “La Grande Bellezza“, in un equilibrio precario ma delicato tra volgarità, violenza e supreme bellezze.

Set del film “Loro” di Paolo Sorrentino.
Nella foto Toni Servillo e Giovanni Esposito.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.

Loro 1” è sicuramente il film più ambizioso di Sorrentino, un baccanale profano sull’Italia del post 2000, che esaurisce tutti i codici e le contraddizioni del popolo di allora, affascinanti perché prevedibili ma indecifrabili, cittadini che volgono lo sguardo a un sogno in carne e ossa, un paradiso grottesco col nome di Silvio Berlusconi, nel film semplicemente citato come LUI, sempre più lontano dalla politica ma comunque aggrappato agli intrecci del potere, che si dispiega nel film attraverso il risultato dei suoi sentimenti, tra i regali alla moglie Veronica (Elena Sofia Ricci), le battutine volgari e le (palesi e patetiche) bugie raccontate agli altri e a se stesso.

Set del film “Loro” di Paolo Sorrentino.
Nella foto Toni Servillo e Elena Sofia Ricci.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.

Dove Buñuel (di cui Sorrentino è probabilmente il più sentito erede) ci rappresentava una borghesia incastrata nei suoi codici, nella sua volontà di inazione, nelle sue fobie e nelle sue psicosi, l’Italia di Silvio (così come la nostra) è una gozzoviglia frenetica in un castello di plastica. Un castello dove ruffiani e filistei intendono trasformare in realtà un sogno edonista ed estremo che assomiglia, in tutto e per tutto, alla corte di un califfo con il suo harem di donne splendide e terribili e con fumi d’incenso degli uomini mediocri per cui il valore diviene possesso e i sentimenti una merce da contrattare.

Cosa fare di questa Italia? Compatirla o distruggerla? Amarla incondizionatamente o disprezzarla con fervore?

Voto: 91/100

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.