Vi siete mai chiesti quali sono i film italiani da non perdere assolutamente? In questa rubrica analizziamo alcuni capolavori del nostro cinema, cercando di approfondire non solo la trama e gli aspetti psicologici dei personaggi, ma anche l’Italia del dopoguerra e del boom economico.

Lo scopone scientifico (1972)

Film del 1972 diretto da Luigi Comenicini, Lo scopone scientifico ci propone il tema della lotta sociale riletto in chiave fiabesca. I protagonisti della pellicola sono Peppino ed Antonia (rispettivamente Alberto Sordi e Silvana Mangano) che appartengono alla classe popolare più disagiata e vivono praticamente alla giornata, arrangiandosi con lavoretti rimediati qua e là. A ridosso della baraccopoli dove vivono con i loro figli, troviamo l’immensa villa di una miliardaria americana (interpretata dalla due volte Premio Oscar Bette Devis) che, nei suoi periodi di soggiorno in Italia, avendo il vizio del gioco, invita la coppia a giocare a carte nella sua casa con vincite milionarie. I due sfortunati protagonisti però, non riescono a togliere alla vecchia signora neanche mezza lira, e tornano ogni volta a casa sconsolati, con la speranza che la prossima partita sarà quella buona. Sotto una falsa amicizia quindi, Peppina ed Antonio,
provano a battere la ricca americana in un gioco in cui anche una sola mossa falsa significa il crollo di tutte le vincite, ma la fortuna sembra non essere mai dalla loro parte. Una semplice partita a scopone diventa quindi una metafora della spietata lotta fra classi, fra ricchi e poveri, dove ogni mossa è valida. Lo scopone scientifico va visto come una favola dal finale amaro, dove le magiche parole “E vissero felici e contenti” non trovano mai spazio, e i protagonisti sembrano intrappolati in un infinito “C’era una volta“. I presonaggi sono una vera e propria caricatura degli stereotipi fiabeschi, la vecchia miliardaria ad esempio che si comporta come la strega cattiva, la cui villa sembra a tutti gli effetti un castello. Importante nel film anche il ruolo ricoperto dai figli di Peppino ed Antonia, i bambini sono infatti gli
unici che capiscono realmente come stanno le cose e non si lasciano incantare dalla bella fiaba della ricchezza.