Strano eh, da zero a mille così, boom.” Cit. Manolo

Mirko (Matteo Olivetti) e Manolo (Andrea Carpenzano) sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d’entrata per l’inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso. Nonostante i fratelli D’Innocenzo siano debuttanti (non hanno mai fatto neanche cortometraggi, ma solo fotografie) il cast comprende anche persone esperte nel campo come Paolo Carnera nella fotografia e Max Tortora come attore. “La Terra dell’Abbastanza” è un romanzo di formazione drammatico, in quanto i protagonisti percorrono un cammino verso la maturazione di fronte alle difficoltà, anche se la maturazione stessa in questo caso, non è un fattore positivo. Il titolo è a libera interpretazione, ma come hanno dichiarato i due neo-registi e sceneggiatori, l’abbastanza è un luogo grigio, un purgatorio dove non si ha troppo ma nemmeno poco, l’abbastanza è vista come una sorta di frustrazione, non ci si accontenta e si vuole sempre di più. Quello che diceva Ben Parker nel primo film di Spider Manda un grande potere derivano grandi responsabilità” fa da morale del film (senza essere citata), soprattutto se non si è ancora pronti per fare il salto dalle stalle alle stelle, anche se in fondo non si ha nulla da perdere. “La Terra dell’Abbastanza” è un film di contrasti, tra la ricchezza e la povertà ma soprattutto tra le figure genitoriali, il padre più immaturo che vuole prendere per mano la sua vita ad ogni costo, e la madre più ingenua e buona che non vuole alcun tipo di problema per lei e per suo figlio.

La pellicola vince alla grande la sfida per tutte queste ragioni e non solo: le interpretazioni sono tutte positive, Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti nei panni dei protagonisti si dimostrano portati per questo lavoro, così come Milena Mancini (Alessia) che riesce a caratterizzare in maniera giusta il suo personaggio, e soprattutto Max Tortora (Danilo) che lo abbiamo visto spesso nel ruolo comico ma questa volta il suo personaggio è più complesso e lui vince la sfida riuscendo addirittura a portare in scena il personaggio più interessante e a recitare quasi tutto live senza stacchi di montaggio. Anche tutto il resto del cast facente parte sia del reparto tecnico che quello artistico ha fatto un buonissimo lavoro. Ci sono dei difetti comunque nell’opera, in particolare sono: un finale sicuramente forte e intenso, ma non gestito nel migliore dei modi portando con sé qualche buco di sceneggiatura; la crisi economica trattata superficialmente dato che non va oltre ciò che si vede; le inquadrature particolari sono state troppo osate dai fratelli D’Innocenzo quando non sempre sarebbero servite; la scelta di mostrare soltanto il punto di vista di Mirko a metà film lasciando perdere la storia di Matteo non è stata una scelta saggia, dato che il suo personaggio viene più oscurato e suo padre Danilo che è un personaggio molto importante è assente per buona parte del film. Per la natura stessa che il film presenta, è difficile che al box office sarà il prodotto dominante, ma in questo caso non è così importante.

La Terra dell’Abbastanza” è la prova che bisogna dare fiducia ai giovani che hanno delle idee bellissime e un talento grandioso, la dimostrazione che il cinema italiano ha le armi per proseguire la propria strada.

Voto: 78/100