Lo Sfogo non è uno strumento politico, ma psicologico: per salvare il Paese dobbiamo liberare la rabbia in una sola notte”.

Dopo l’uscita de “La Notte del Giudizio – Election Year” (“The Purge: Election Year”, 2016), terzo capitolo e maggior successo della serie, il creatore James DeMonaco e la Blumhouse Productions di Jason Blum hanno deciso di dare vita ad un prequel della saga ormai diventata di culto che ha preso vita nel 2013 con “La Notte del Giudizio” diretto proprio da DeMonaco che, questa volta, riveste i panni solo di sceneggiatore e produttore. Mentre questo prequel, “La Prima Notte del Giudizio”, è diretto da Gerard McMurray (“Burning Sands”).

LEX SCOTT DAVIS as Nya in “The First Purge.” Behind every tradition lies a revolution. This Independence Day, witness the rise of our country’s 12 hours of annual lawlessness. Welcome to the movement that began as a simple experiment: “The First Purge.”

Per abbassare il tasso di criminalità negli Stati Uniti, i Nuovi Padri Fondatori d’America decidono di sperimentare una teoria sociologica che dà libero sfogo all’aggressione per la durata di un’intera notte in una comunità isolata, più precisamente a Staten Island. In “La Prima Notte del Giudizio” scopriamo quindi come è nata questa “tradizione” americana. In un futuro distopico il nuovo governo degli USA si affida alle teorie della Dott.ssa Updale (Marisa Tomei): lasciare che la gente possa sfogarsi una notte per 12 ore l’anno commettendo ogni genere possibile di crimine. Il film vuole essere l’ennesima critica all’attuale Presidente americano Donald Trump e al suo governo. Tutto è intuibile fin dagli slogan promozionali stampati su magliette e cappellini: “Make the Purge Great Again”, che si rifà a quello della sua campagna elettorale: “Make America Great Again”. Gerard McMurray, a cui è affidata la regia, realizza un film che si concentra molto sulle differenzie razziali e per l’occasione riunisce un cast che comprende per la maggior parte attori di colore. L’elemento che però funziona di più è quello visivo e scenografico: i sobborghi di Staten Island sono molto evocativi e ricchi di contrasti tra colori molto accesi. Inoltre tecnicamente è un film che funziona: regia, messa in scena e fotografia risultano ben realizzate. Il difetto principale del film è, però, il messaggio, la morale di fondo, che perde di efficacia dato che è la stessa per la quarta volta. E’ vero che alla fin fine tutti i capitoli sono incentrati sulla notte dello sfogo, però ogni capitolo ha qualcosa che lo contraddistingue: il primo è l’originale e si svolge principalmente all’interno di un’abitazione assediata da alcuni partecipanti dello sfogo, il secondo si sposta sulla strada e intreccia più di una storia tra i vari personaggi, mentre il terzo si concentra sulla voglia di porre fine a questa “pazza” notte. In questo quarto capitolo della saga cult, invece, viene a mancare proprio l’elemento dell’originalità. La pellicola è un mix tra i tre film precedenti e non porta nulla di nuovo: le origini della nascita di questa notte di sfogo viene spiegata in ogni singolo capitolo della serie e approfondire ancor di più la questione è inutile e dimostra quanto questa volta si punti di più sull’incasso rispetto al creare qualcosa di originale e provocatorio. In più anche questa volta abbiamo fin troppi personaggi e intrecci tra loro che ingarbugliano la mente dello spettatore, oltre ad essere interpretati in maniera troppo superficiale e senza un adeguato approfondimento psicologico. Infine, il finale è il punto di rottura definitivo perché, oltre ad essere scontato e prevedibile dato che è un prequel, è condito dalle gesta eroiche di un personaggio che pare essere al di sopra di tutto, anche delle forze e risorse del governo. 

Nya (LEX SCOTT DAVIS) and Isaiah (JOIVAN WADE) in “The First Purge.” Behind every tradition lies a revolution. This Independence Day, witness the rise of our country’s 12 hours of annual lawlessness. Welcome to the movement that began as a simple experiment: “The First Purge.”

Fanno parte del cast Lex Scott Davis che interpreta Nya, la protagonista di una delle due sotto-trame presenti nel film, Joivan Wade che interpreta Isaiah, suo fratello, Y’Lan Noel ovvero il boss del quartiere Dmitri, Luna Lauren Vélez e Mugga che rivestono i panni rispettivamente di Luisa e Dolores ed, infine, c’è Rotimi Paul che interpreta Skeletor, uno dei tanti partecipanti dello sfogo.

Insomma “La Prima Notte del Giudizio” è un prequel che però nulla da in più ad una potente saga cinematografica che fino ad oggi, nonostante un stucchevole secondo capitolo, aveva sorpreso per la profonda critica politica alla base di ogni singolo film che viene a mancare in questo deludente quarto capitolo.

Voto: 50/100