Voto
3.0

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In occasione del primo film dedicato a Jack Reacher si è parlato un po’ del personaggio e dei libri di Lee Child da cui sono tratte le sue avventure. Un ex militare vagabondo, un duro, uno che prende le cose di petto. In buona sostanza un eroe anni ottanta.

Il primo film è stato un esordio ben riuscito, sostenuto dalle scelte di Cristopher McQuarrie che con la sua regia ha dato una personalità all’incarnazione cinematografica di Reacher.

La pellicola in questione, Jack Reacher – Punto di Non Ritorno, cambia regista: al posto di McQuarrie subentra Edward Zwick e il primo cambiamento che si nota è quello di una regia più classica, priva di particolarità di sorta.

Il film parte e si sviluppa secondo uno schema tipico dell’action: qualcuno vicino al protagonista è nei guai ed egli scende in campo per risolvere la situazione a suon di pugni. Nonostante più di un passaggio dello sviluppo iniziale risulti improbabile e forzato il tutto passa rapidamente in secondo piano.  Jack arriva, incontra la sua co-protagonista femminile di turno (una Cobie Smulders calata nel ruolo della generalessa che – per quanto si impegni – sembra ancora la Robin di How I Met Your Mother) e si impegna a sventare il complotto massacrando tutti gli scagnozzi che i “cattivi” riescono a tirare fuori.

Nonostante la trama sia semplice e lo sviluppo degli eventi sempre ben chiaro allo spettatore, il film non annoia perché si incentra quasi totalmente sul suo personaggio principale e sulla sua fisicità, coadiuvata dalla sua capacità di cavarsela in ogni situazione.  Se piace questo genere di film, sono presenti tutte le scene di repertorio attese.  Si inizia con la missione dell’eroe solitario e si va avanti verso il gancio (una cena galante promessa dal nostro amabile generale Robin), fino a scoprire il solito complotto organizzato dall’agenzia X o Y.  Complotto che ha come fine ultimo l’eliminazione dei due protagonisti. Ovviamente sappiamo tutti come andrà a finire.

Si arriva quindi ad elencare alcuni pregi del film: c’è azione, c’è movimento e c’è un’epica che celebra il Jack Reacher ottimamente interpretato da Tom Cruise.  I difetti si attestano tutti altrove: alcune scene sono un assalto alla sospensione dell’incredulità (prima tra tutte quella sull’aereo).  Imperversa anche il fastidioso bisogno del regista di trovare una collocazione utile ai personaggi secondari.  Sembra inoltre che Edward Zwick cerchi di evitare a tutti i costi l’effetto “donna in attesa di essere salvata” del personaggio di Cobie Smulders, con siparietti del tipo “posso fare benissimo da sola!” ripetuti più volte. Alla fine in realtà è Jack a risolvere la situazione.

In sostanza, un bel film per gli amanti del genere.  Agli spettatori casuali potrebbe sembrare uno spin-off di Mission impossible, uno di quelli divertenti però, dove la trama posa su un fazzoletto di carta e volano proiettili per tutta la durata della pellicola.  L’uscita è programmata in Italia per Giovedì 20 Ottobre.

Nerd, appassionato di fumetti, film e serie tv ed in generale di tutto quello che lo tiene lontano dalla luce naturale.