Sei stressato perché lavori troppo, è il momento che tu ti prenda una vacanza lontano dall’hotel.

Drac (voce originale Adam Sandler, in Italia doppiato da Claudio Bisio), dopo oltre un secolo passato ad occuparsi del suo hotel, ha bisogno di una vacanza. Così si lascia convincere dalla figlia Mavis (voce originale Selena Gomez, in Italia doppiata da Cristiana Capotondi) a imbarcarsi con tutta la famiglia su una gigantesca nave da crociera. Ovviamente si unisce tutto il gruppo, ma mentre tutti si divertono e partecipano alle attività e alle attrazioni di bordo, la curiosità di Drac viene stuzzicata dalla misteriosa donna capitano della nave, Ericka (voce originale Kathryn Hahn, in Italia doppiata da Claudia Catani).

Al centro della storia come sempre troviamo il rapporto tra padre e figlia che continua ad approfondirsi film dopo film. Nel primo si affrontava il tema della crescita, nel secondo si affrontava il confronto di quattro generazioni, mentre in questo terzo capitolo si torna al rapporto tra Drac e Mavis con l’accettazione da parte dei figli che i genitori possano avere una vita propria. Ma la saga di Hotel Transylvania continua a puntare tutto sul tema del diverso, sul concetto che siamo tutti uguali, mostri e umani; un argomento molto attuale in tutto il mondo. Questo non basta a rendere il film al livello dei primi due: in questo terzo capitolo tutto risulta prevedibile, le battute non fanno ridere e il villain non è così malvagio come dovrebbe essere. In poche parole, pur immergendosi nel mondo dei bambini, questa pellicola non diverte e oltretutto ha un finale prevedibile fin dall’inizio che, volendo, apre le porte a tanti altri sequel. Un peccato, poiché il regista Genndy Tartakovsky, con i primi due, aveva fatto un buon lavoro divertendo grandi e piccini.

Tra gli altri doppiatori originali troviamo Kevin James nei panni di Frankenstein, Steve Buscemi in quelli di Wayne, David Spade che doppia Griffin e Jim Gaffigan presta la voce a Abraham Van Helsing.
Insomma, “Hotel Transylvania 3” è un sequel scontato, privo di momenti divertenti, dove però viene dato molto spazio ai temi trattati.