Una Principessa, un Elfo e un Demone entrano in un bar”.

Dopo aver visto il presente a Springfield (ne “I Simpson) e il futuro in “Futurama”, la terza mossa più ovvia per Matt Groening è tornare nel passato, più precisamente nel Medioevo. “Disincanto” (“Disenchantment”) è la terza serie tv di genere animato ideata dal geniale fumettista, disegnatore e animatore statunitense che, questa volta, ci racconta la storia di Dreamland e della Principessa Tiabeanie, detta “Bean” (Abbi Jacobson), che passa le sue giornate a bere e ad affrontare diverse e stravaganti avventure con i suoi amici Elfo (Nat Faxon) e Luci (Eric Andre).

Disincanto” si presenta fin dal primo episodio come una serie molto diversa dalle precedenti di Matt Groening, del quale si nota una maturità artistica poiché questa volta non si concentra sul ricreare la comicità cosiddetta “simpsoniana” oppure l’eccesso di personaggi come Bender di “Futurama”. Lo stile resta quello che rappresenta appieno il marchio dell’animatore, ma quello che più colpisce è come lui sia stato capace di inserire in questa “Disincanto” un umorismo più adulto e la creazione di situazioni più paradossali e crude. Ed è propio questo aspetto che può far storcere il naso ad una gran parte del pubblico, abituata a ben altro dallo stesso Groening con i suoi lavori precedenti. In questa nuova serie animata manca senz’altro l’originalità, non tanto nella tecnica e nell’ambientazione che rimane molto suggestiva, ma a livello di storia che è nuova, ma a volte (troppe) molto prevedibile e con pochi risvolti narrativi significativi che possano stupire l’occhio e la mente dello spettatore. La protagonista assoluta della serie tv è la Principessa Bean, attorno a cui ruota la storia principale e perché è fin da subito al centro della scena. La Principessa può in un primo momento ricordare per caratteristiche fisiche la Leela di “Futurama”, se non fosse però troppo diversa caratterialmente, dato la mancanza della stessa determinazione e delle stesse capacità della famosa ciclope. Tra gli altri personaggi spiccano i due amici di Bean: Elfo e il demone Luci, i quali si rivelano essere le scelte più azzeccate di Matt Groening che riesce a dar vita a due comprimari che spesso riescono ad emergere a scapito della protagonista. Questo sottolinea però come il noto disegnatore si sia concentrato più sull’elaborazione dei vari personaggi (uno più divertente e sfacciato dell’altro) e sulle loro azioni, tralasciando fin troppo il lavoro di sceneggiatura di una serie di cui però manca ancora una seconda parte che potrebbe confermare o ribaltare completamente i vari giudizi sia positivi sia negativi ottenuti fino a oggi. Infine, sono da sottolineare i vari easter eggs presenti in maniera sparsa in questi primi dieci episodi: come i capelli di Fry di “Futurama”, il Trono di Spade tratto dall’omonima serie HBO, l’Antilope Razzista che rimanda ad un vero e proprio fatto di cronaca, la pietra del focolare di World of Warcraft e molto altro ancora.

Il resto del cast di questa serie tv è composto da John DiMaggio che presta la sua voce al Re Zog, Billy West che doppia Sorcerio, il Giullare, Mertz e l’Elfo Pops, Maurice LaMarche che da voce al personaggio di Odval ed, infine, c’è Tress MacNeille che doppia nella versione originale la Regina Oona, il Principe Derek e la Fata. Mentre tra i doppiatori italiani troviamo Rossa Caputo, Edoardo Stoppacciaro, Alessandro Quarta, Stefano Thermes, Oliviero Dinelli, Alberto Bognanni e Francesca Guadagno.

Insomma “Disincanto” è un’ottima serie tv d’animazione che stupisce ma senza colpire completamente lo spettatore come successe a suo tempo con le due precedenti creazioni dell’animatore statunitense “I Simpson” e “Futurama”. Matt Groening si diverte ancora una volta a viaggiare nel tempo dando vita ad un prodotto di indubbia qualità che stecca qua e là, ma che porta lo spettatore ad aspettare con parecchio interesse la seconda parte (composta da altri 10 episodi che saranno disponibili più avanti sempre sulla piattaforma streaming Netflix).

Ps: vi segnaliamo la presenza di una scena post-credit al termine del 10° episodio di questa prima parte.

Voto: 75/100