La dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è conclusa sabato 4 Novembre.

In quanto festa del pubblico, il funzionamento della rassegna è diverso da quello dei festival tradizionali: è il pubblico a decidere il vincitore. Quest’anno il Premio BNL è andato a Borg McEnroe, diretto dallo svedese Janus Metz Pedersen. La pellicola racconta della rivalità tra le leggende del tennis Björn Borg e John McEnroe (Shia LaBeouf), protagonisti di un incontro a Wimbledon nel 1980 poi rimasto nella storia.

Tra gli altri film importanti presentati alla Festa citiamo AFMV (Addio Fottuti Musi Verdi) debutto cinematografico dei TheJackal e The Place, nuovo film di Paolo Genovesi che con Perfetti Sconosciuti è entrato nel Pantheon della cinematografia italiana.

Contemporaneamente alla festa, si svolge la Rassegna Alice nella Città, rivolta ai giovanissimi, con la giuria della manifestazione è composta da 20 ragazzi e ragazze provenienti da tutt’Italia. The Best of All Worlds dell’austriaco Adrian Goiginger ha vinto il premio Young Adult mentre il Premio Camera D’oro, dedicato alle opere Prime o Seconde, è stato assegnato a Blue My Mind. Nella rassegna Alice nella Città sono anche stati presentati il film Capitan Mutanda e in anteprima mondiale Mazinga Z: Infinity, uscito nelle nostre sale due mesi prima del Giappone. La Disney ha inoltre presentato Frozen: Le avventure di Olaf, nuovo cortometraggio che sarà proiettato a Capodanno assieme al film Coco e i primi episodi della nuova serie di Duck Tales.

Tra gli eventi più partecipati della Festa ci sono stati gli incontri ravvicinati, di solito moderati dal direttore della mostra Antonio Monda. Tra gli incontri più seguiti ci sono stati senz’altro quelli con Xavier Dolan, Nanni Moretti, Ian McKellen e David Lynch, che ha anche ricevuto il premio alla carriera della festa.

Purtroppo, gli incontri ravvicinati sono stati segnati da molteplici errori tecnici, cosi come anche alcune proiezioni. A volte mancavano dei sottotitoli, a volte non erano sincronizzati o l’audio non funzionava a dovere.

Prendiamo ad esempio l’incontro con Xavier Dolan, idolo di una nuova generazione di movie goers e film makers. Parliamo di un personaggio che trascende ogni tipo di dogmatismo su come dovrebbe essere un regista o un attore. Purtroppo, le domande del direttore sono state piuttosto comuni e non hanno centrato appieno la personalità del regista. A volte le domande sono state anche ripetute, nell’ilarità generale.

Nel frattempo partivano clip fuori posto o clip completamente errate. Come consuetudine negli incontri, ogni regista sceglie due clip di altri registi e spiega perché le ha scelte. Uno dei film scelto da Dolan era Mysterious Skin (2004). Peccato che sia partita una clip sbagliata dello stesso film, in cui il personaggio di Joseph Gordon Levitt, parlava di un abuso subito da bambino.  Panico in sala. Alla fine anche Dolan si dovrà scusare per l’inconveniente.

Come se non bastasse, il giorno dopo alcuni quotidiani nazionali hanno riportato dichiarazioni errate o tradotte male.