Voto
3.8

Bad Moms” è un film straordinariamente attuale, sorprendentemente realistico (ad esclusione della parte che vede Mila Kunis definirsi una frana a rimorchiare) e fortemente satirico che prende in giro una generazione di mamme molto particolare.  Le mamme dei nostri anni, che non sono le nostre, ma quelle che siamo destinate a diventare: le mamme che hanno paura dell’Olio di Palma e delle merendine confezionate, le mamme iperprotettive tanto da avere più voce in capitolo di professori ed insegnanti, le mamme che “dopo il divorzio la vita non finisce, ma comincia”.

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Amy (Mila Kunis), è una mamma multitasking, che ha avuto il primo figlio a vent’anni, e da quel momento non ha pensato ad altro che alla famiglia, trascurandosi inevitabilmente. La sua vita si giostra tra un lavoro part-time (nel senso di paga part-time e lavoro full-time – vi ricorda qualcosa?), tipico della nostra generazione, un marito lavativo e decisamente poco intelligente (per aver tradito niente meno che Mila Kunis, con un’amante esclusivamente virtuale, chiamarlo stupido è troppo poco) e due figli eccessivamente viziati, per quanto deliziosi.

Lo stress derivante dalle continue traversate in macchina per accompagnare i ragazzi alle varie attività, da un capo – al lavoro – diciottenne senza il minimo senso di responsabilità, ma soprattutto dal maniacale controllo della Presidentessa del Consiglio Studentesco, che costringe le mamme di tutta la scuola ad estenuanti riunioni dai temi irrisori e a criteri Nazi-Vegan per le vendite di dolci, porta Amy ha gettare la spugna e a cambiare totalmente la sua vita.

Grazie all’aiuto e all’amicizia di Kiki, una Kirsten Bell timida e schiva, completamente schiava del marito, e dell’irriverente Kathryn Ann nel ruolo di Carla, una vera MILF, spostata, casinara e incredibilmente divertente, Amy sfiderà lo status quo delle “mamme” noiose e perfettine, assumendosi l’impegno di restituire alle madri della scuola quel senso di fallibilità e di autoironia, e ovviamente quella voglia di divertirsi che non si esaurisce mai, nonostante le gravidanze.

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Jon Lucas e Scott Moore riescono a descrivere alla perfezione il modello della madre Statunitense, il sistema scolastico spesso fallace e la nuova generazione di giovani, e di come questi si rivelino spesso incapaci ad autogestirsi.

Il film è decisamente divertente, senza se e senza ma, ironizza eccellentemente sulla triste condizione di alcune neomamme e mogli, vittime di un sistema che le costringe a mostrarsi costantemente come “perfette”: perfette mogli, perfette madri.

Ma nessuno è perfetto, ed il messaggio del film è chiaro e lampante: prendete la vita meno sul serio, e non rinunciate mai, MAI, a prendervi cura di voi stessi.

Analista Geopolitico. Appassionata di War Movies, Cartoni Disney vecchia data e Americanate vere e proprie. Se Topolino comparisse in Apocalypse Now sarei una donna felice.