Lunghe traversate sui Drakkar, assalti portati con il sorriso e nessun timore per la morte, anzi.

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Nella mitologia Norrena, solo gli spiriti dei valorosi morti in battaglia, gli einherjar, avrebbero raggiunto il Valhallala meravigliosa sala di Ásgarðr, per continuare a combattere e festeggiare per l’eternità.

Abbiamo tutti gli elementi per una serie tv di successo, Vikings per l’appunto.

Arrivati alla quarta stagione, la serie vede la collaborazione del canale History canadese e di quello statunitense, che permette al prodotto di avere un’aderenza storica pazzesca. L’organizzazione sociale dei vichinghi è spiegata minuziosamente, così come le abitudini dei sassoni e le ricostruzioni di battaglie e combattimenti.

Iniziata nel 2013, la serie ci racconta l’ascesa di Ragnar Lothbrok, leggendario Re scandinavo che avrebbe unito il regno di Danimarca, Svezia e Norvegia. Ragnar, interpretato dall’australiano Travis Fimmel, è un uomo passionale, che anche nei suoi difetti mantiene dei punti cardinali imprescindibili. Così possiamo capire la natura più profonda del solo sesso, nonostante la società scandinava fosse decisamente “libertina”, con sua moglie Lagertha, interpretata da Katheryn Winnick, o il rapporto fraterno con il monaco “rapito”  Athelstan, portato sul piccolo schermo da George Blagden.

Come già detto, la ricostruzione storica della serie è minuziosa e grande attenzione è stata posta sul rapporto con gli Dei. Come nel politeismo greco, gli Dei norreni sono amplificazioni degli esseri umani, con i loro vizi e le loro virtù, rendendoli vivi, tanto che lo stesso Athelstan ammetterà di “aver sentito il martello di Thor richiamare i fulmini”. Ottima anche la ricostruzione del primo cristianesimo, aprendoci una finestra su cosa siamo stati e mostrandoci in alcuni passaggi come ci sia una radice comune nelle varie storie religiose continentali.

Passando alle note dolenti, la serie non ha un ritmo equilibrato. Presenta episodi a ritmo forsennato alternati ad altri decisamente troppo lenti, che non ne rendono facile la fruibilità. Inoltre, la minuziosità dei dettagli storici fa sì che chi non ha una ,se pur basilare, conoscenza del mondo norreno si possa trovare inizialmente spaesato, anche se è un gap che può essere facilmente colmato con delle semplici ricerche su wikipedia.

Vikings

Nel complesso è un lavoro che però funziona, e lo fa veramente bene.

 

Altamente Consigliata. 

 

Studente di Relazioni Internazionali a Roma. DC fan, Music-Nazi. Sono talmente intelligente che ho perso i capelli, ma si sa, Bruce Willis è sexy.