Voto
3.0

the walking dead daryl prison
“Cause the world is bout a treat… When you’re on easy street…” Ma la strada che dovrà attraversare Daryl non sarà facile.

Siamo giunti al terzo capitolo della Settima Stagione di The Walking Dead (TWD). Dopo la precedente puntata in cui abbiamo fatto la conoscenza del Regno di Ezekiel, qui abbiamo un assaggio del “Mondo” di Negan.

Previously on AMC’s The Walking Dead

Daryl Dixon si è ribellato a Negan per aver massacrato Abraham nella prima puntata. Per questo motivo, Glenn ha perso la testa (non metaforicamente) e l’arciere è stato prelevato e portato nel campo dei “Salvatori”. Il buon vecchio Negan sembra avere dei succosi piani per Daryl; non dimentichiamoci che quest’ultimo ha dei trascorsi con Dwigth, il braccio destro di Negan che tempo fa gli ha rubato l’amata balestra.

Consigliamo la lettura solo a chi ha già visto la puntata, o a chi non ha paura di rovinarsi la visione anche con qualche informazione in più.

La scena si apre con una puntata di Master Chef. Dwight sta preparando un panino con quello che l’accampamento ha da offrire. Questa attenta e precisa composizione gli fa guadagnare punti agli occhi dei giudici. Subito dopo compie un passo falso preparando un panino con cibo per cani, poco sfizioso e per niente artistico. Per chi sarà questa opera culinaria piuttosto approssimativa? Ovviamente per il prigioniero Daryl, rinchiuso nudo come un verme (c’è abituato grazie ad Hideo Kojima) in una cella buia di 2 metri cubi.

Sembra un’apertura canonica: la contrapposizione fra la realtà a noi familiare e  il mondo post-apocalittico di The Walking Dead. Il problema della puntata, però, è quello che ci accompagna dalla prima stagione. Molte immagini (a tratti suggestive), dialoghi ridotti all’osso e poca sostanza. Si tollera se stiamo parlando di serie come Breaking Bad, Fringe, Black Mirror o Mad Men (serie dove la fotografia gioca un ruolo importante), ma qui si sta parlando di TWD. Quello che i direttori della fotografia volevano mostrarci, lo hanno fatto con la prima stagione. Già di per se la serie può apparire ridondante e lenta, visto che ci hanno abituato all’alternanza di attacchi zombie, errori dei personaggi secondari e scelte difficili per i protagonisti. Ma qui si sfiora veramente il ridicolo: troppe volte la camera indugia su situazioni che vogliono richiamare qualcosa, ma quel qualcosa non risulta evidente ne a noi, ne a gli autori. Ad esempio, si fissano per venti secondi due persone che fumano (quando il dialogo è già terminato da un pezzo) o quando un personaggio scruta all’orizzonte uno zombie che si diletta con la pole dance. Queste scene soporifere non servono per raggiungere un minutaggio corposo di 50 minuti, infatti la puntata si aggira intorno ai 42. Si capisce benissimo che gli scrittori hanno bisogno di gettare più carne al fuoco, perché l’unica alternativa sensata sarebbe ridurre la stagione a meno di 16 puntate.

the walking dead daryl dwight
Daryl viene più volte torturato fisicamente e psicologicamente.

Ma andiamo ad analizzare effettivamente quello di cui parla la puntata. Mentre il Regno di Ezekiel viene ben descritto dal punto di vista visivo, l’accampamento dei Salvatori non gode dalla stessa originalità. La parte più interessante sembra il piazzale recintato a difesa del posto, dove due poveri prigionieri giocano a rincorrere gli zombie. Daryl viene trattato come un cane da Dwight, il cui scopo sembra essere quello di annientare la sua identità trasformandolo in un burattino, una comune lettera, proprio come uno zombie in una mandria. Così facendo però, fa trapelare che qualcuno gli abbia riservato lo stesso trattamento in passato. Ma si intuisce dell’altro, il carceriere tenta di trasformare Daryl in un cane fedele a Negan; mentre Dwight vuole diventare Daryl non solo brandendo la sua balestra, ma guidando la sua moto e indossando la sua giacca. Sembra quasi che Dwight sia ossessionato dalla figura dell’arciere. Per questo motivo, durante la puntata la domanda importante che ritorna è “Tu chi sei?”.

the walking dead dwight
Dwight in sella alla moto di Daryl.

Mentre la tortura di Daryl peggiora di giorno in giorno, un paio di personaggi secondari fanno la loro comparsa. Gordon, un sopravvissuto dell’accampamento, tenta di convincere Dwight a lasciarlo scappare e a comprendere che la legge di Negan è deviata. Ma Dwight ha quella cicatrice sul viso che gli ricorda il suo fallimento. Nel frattempo, Daryl prova a fuggire e viene messo in guardia dalla bella Sherry (già vista nella scorsa stagione). Come al solito, il personaggio di supporto potrebbe rivelare tante informazioni, ma si limita a ribadire l’ovvio: “non fuggire o sono guai”. La puntata termina con una riunione dei tre personaggi chiave dell’episodio. Negan spiega a Daryl l’origine della cicatrice di Dwight. Un triangolo amoroso terminato con un patto alquanto strambo, Dwight è stato quindi costretto a regalare la moglie al suo capo Negan e a beccarsi una bella dose di “Ferro”. Tutto per ribadire che Negan garantisce il perdono e quello che fa, lo fa perché si considera un capo saggio e magnanimo. L’importante è seguire le sue regole, perché “le regole sono importanti”. Quando arriviamo alla resa dei conti, e Negan reclama la risposta alla domanda “Chi sei tu?”, Daryl risponde senza troppa esitazione.

La risposta piace a Negan, tanto che lo ricompensa con un altro po’ di terapia di buio. Daryl ne esce salvo e piuttosto “Bad-Ass”, avendo tenuto testa ad entrambi i cattivoni. Per concludere, Daryl spiega a Dwight che sta combattendo per proteggere le persone che ama. Forse qui l’odio di Dwight per Daryl si incrementa ulteriormente, poiché rivela un Dwight non all’altezza del suo prigioniero. Quello che risulta evidente, è che l’atteggiamento altezzoso di Daryl ha fatto sminuire di molto le figure di Negan e Dwight. Gli autori hanno forse creato un personaggio così forte e amato dai fan, che è impossibile da mettere in ginocchio? Sarebbe un guaio per il futuro della serie: negare agli spettatori il terrore di perdere uno dei protagonisti da loro preferiti. Abbiamo temuto per Rick e Carl, perché non dovremmo preoccuparci per Dixon?

Questa puntata purtroppo ci riporta con i piedi per terra. In quello che è purtroppo il classico episodio alla “The Walking Dead”. Dialoghi che non catturano l’attenzione e una puntata ricolma di scene che allungano l’attesa per qualcosa di davvero interessante. Io mi reputo un fan deluso, che vuole qualcosa di più, quindi mi chiedo…

Chi sei tu?