Non sai mai quando il tuo mondo sta per cambiare e quando accade devi avere un piano.

Abbiamo visto i primi 3 episodi in anteprima di “The Rain”, la prima serie tv danese prodotta da Netflix, ideata da Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo. In uscita sulla piattaforma on demand Netflix il 4 maggio.
La serie racconta l’estinzione quasi totale degli abitanti della Scandinavia causata da un virus trasmesso dalla pioggia. Dopo sei anni i due fratelli, Simone (Alba August) e Rasmus (Lucas Lynggaard Tønnesen), decidono di abbandonare il bunker in cui si erano rifugiati per andare alla ricerca di una civiltà ormai scomparsa. Presto si uniscono ad un gruppo di giovani sopravvissuti per intraprendere un viaggio attraverso la Scandinavia, ormai desolata, alla ricerca di un segno di vita.

In uno scenario post-apocalittico e catastrofico, oltre al continuo senso di angoscia e spaesamento che ci trasmettono i protagonisti, riusciamo a vedere comunque delle emozioni del tutto umane (che forse potrebbero risultare inutili in un mondo come quello) come l’amore, la gelosia e l’avanzare dell’età (molti di loro sono adolescenti e spesso si comportano come tali).
La storia ha un buon ritmo, certo in alcuni momenti troviamo delle scene che risultano un po’ inutili e rallentano l’episodio, ma nulla di troppo fastidioso. D’altro canto la storia è abbastanza semplice e va dritta per la sua strada portandoti a finire la serie nel giro di qualche ora.
The Rain”, per quanto riguarda i primi tre episodi, viene messo in scena con attenzione e poca superficialità. I personaggi vengono ben caratterizzati come Simone, una comune adolescente, che improvvisamente si ritrova a vivere in un bunker prendendosi cura del fratello più piccolo, Rasmus; una situazione tutt’altro che facile e vedremo come Simone, da ragazzina, si ritrova a dover crescere in fretta per prendere in mano la situazione.
A livello strutturale la serie viene composta da vari flashback inseriti sempre al momento opportuno e che spesso partono da una precisa azione del personaggio, formando pian piano un grande “puzzle”. I momenti di pausa e di silenzio permettono di creare un’atmosfera “sospesa”, tra la paura interna ed esterna dei personaggi. Non servono effetti speciali per scuotere lo spettatore, bastano dei dialoghi ben scritti e delle azioni credibili, poiché ci si immedesima nel personaggio in questione (soprattutto se avete un’età, come quella dei protagonisti, compresa tra i 16 e i 30 anni).

La serie non è certamente priva di difetti: innanzitutto la classica storia di sopravvivenza può risultare un po’ banale per di più se i protagonisti sono adolescenti e proprio grazie a quest’ultimi la serie può essere inserita nella fascia “young adult” che, se non va a genio, può non piacere. Un altro punto a suo sfavore è la poca importanza che viene data alla confusione psicologica dei protagonisti in quanto, appena usciti dal bunker (dopo ben 6 anni), non appaiono disorientati o impazziti come ci si aspetterebbe, ma la situazione viene risolta in poche scene senza troppi approfondimenti durante l’episodio. A parte questo, la serie ha dei buoni spunti e si fa guardare, un episodio dopo l’altro, senza troppe pretese.
Il resto del cast è composto dai ragazzi sopravvissuti interpretati da Mikkel Boe Følsgaard, Lukas Løkken, Jessica Dinnage, Sonny Lindberg e Angela Bundalovic.

Insomma “The Rain” è un buon progetto, ci dimostra che una storia di questo genere può essere raccontata ovunque con buoni risultati e non solo oltreoceano. Un consiglio che possiamo dare è quello di non farsi scoraggiare dalla prima puntata, ma andate avanti. Non ve ne pentirete!

Voto: 80/100*primi 3 episodi