“Portami le due cose più preziose che trovi in città”, disse Dio ad uno dei suoi Angeli; e l’angelo gli porto il cuore di piombo e la rondine morta.

Il biopic del Dandy per eccellenza: Oscar Wilde (Rupert Everett), si concentra nella seconda metà della sua vita. Prendendo in esame tematiche sia aspre che delicate. In particolare nel film viene ripreso il momento di legame coi piaceri viscerali fisici, e la consequenziale decaduta con la carcerazione per sodomia da parte del padre dello stesso amato Alfred Douglas detto “Bosie” (Colin Morgan). Ci sono altre due figure importanti nella narrazione quali: la moglie Constance (Emily Watson) e Robbie Ross (Edwin Thomas). La prima dimenticata per dare spazio al divertimento e la lussuria, il secondo, rinnegato più volte ma tanto amato dal protagonista. La figura di Robbie in questo film è fondamentale, quasi come se non ci si volesse scordare di lui, nel film viene detto che la storia si ricorderà soltanto di Bosie e Oscar, mai di Robbie. Con questo Rupert Everett evidenzia l’importanza del vero amore nascosto alla moglie, quello con Robbie, lo stesso che non lo ha mai abbandonato, nemmeno in punto di morte.

Un riferimento molto importante va al cinema di Luchino Visconti oltre che per i movimenti di macchina, anche per la costruzione della figura di Bosie, il quale incarna pienamente l’estetica e la forma di Tadzio. La scelta del titolo è tra le più azzeccate, prende in esame il racconto “Il Principe Felice” scritto dallo stesso Oscar Wilde. La storia di una statua (il principe) posta all’interno di un palazzo e costretta a vedere tutte le miserie che accadono in città, fino a quando una rondine passa di lì per aiutarlo a rimediare a tutte le discrepanze che si vanno formando negli animi della gente. La storia è raccontata in tre atti dal protagonista come se fosse un cantastorie, sottolineando il ruolo che ricopriva lui stesso e quello che invece ricopriva la sua poesia: Oscar è il principe costretto a vedere tutte le nefandezze che vanno compiendosi in città, e la rondine è l’unico suo mezzo per rimediare a questo.

Una storia di libertà violata, proprio come la sua carcerazione, un animo incompreso fino ai giorni d’oggi, una figura etichettata soltanto come sodomita ed eretico. Il carcere in questo film è indicato anche come la Gran Bretagna, un luogo maledetto e a lui estraneo, non più terra natia.

Voto: 70/100