Tu qui dentro sei al sicuro, qui dentro non entra neanche lo Spirito Santo“.

Claudio (Alessandro Roja) è il tipico uomo d’affari cinico e narcisista che, dopo un penoso viaggio in macchina attraverso il traffico di Roma, riesce finalmente ad arrivare in ufficio in tempo per un importante incontro di lavoro, solo per rimanere bloccato in ascensore a seguito di un guasto. Ma una mattinata, già di per sé infernale, prende una piega decisamente inaspettata: attraverso le notizie e le chiamate ossessive della moglie sul cellulare, Claudio scopre che nella capitale sta imperversando una apocalisse zombie causata da un misterioso quanto letale virus che trasforma gli esseri umani in creature aberranti e assetate di sangue. Bloccato tra due piani, il nostro “eroe” dovrà far leva a tutto il suo ingegno e istinto di sopravvivenza per scampare ai mostri di fuori.

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Il film d’esordio di Daniele Misischia “The End? L’inferno Fuori“, prodotto dai Manetti Bros. (Ammore e Malavita) è un horror claustrofobico che rimanda alla suspense dei film di Alfred Hitchcock e M. Night Shyamalan con una dose massiccia di citazione dai registi culto dello zombie-movie (Romero, Bava, Fulci). Bisogna riconoscere al regista un certo coraggio a voler ri-portare un genere come lo zombie-movie in Italia a quasi trent’anni dagli ultimi disturbanti lavori di Bava e Fulci, senza contare la grande passione che si evince da questa scelta tanto singolare nel panorama cinematografico italiano, non particolarmente attento al cinema di genere.

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Si passi pure sopra a un concept che, anche per i meno familiari con il cinema horror, suona sicuramente già sentito ma, detto questo, non si può passare sopra a una regia confusa, dialoghi suonati e risuonati e alcuni degli zombie meno minacciosi che si siano mai visti sul grande schermo. Le goffe movenze degli infetti sortisce, addirittura, l’effetto opposto della paura, risultando comico per chi guarda da fuori e che finiscono per sbiadire di fronte alla situazione claustrofobica presentata all’inizio. Certo, bisognerebbe ragionare sul fatto che tutto è probabilmente una grande metafora, vuoi di una città come Roma, sempre meno a dimensione d’uomo, o di una cultura rabbiosa legata alla crisi economica che soffoca il paese, ma, “The End? L’inferno Fuori” risulta un film d’esordio abbastanza mal riuscito.

Voto: 53/100

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.