Voto
3.6

The Birth of a Nation è un film molto particolare sotto svariati aspetti. È l’opera prima di Nate Parker, ex modello ed attore, realizzato con capitali provenienti da finanziatori privati e giocatori di Basket. Presentato al Sundance Film Festival, è diventato il film più pagato nella storia dello stesso evento: la Fox Searchlight ha dovuto sborsare ben 17,5 milioni di Dollari per accaparrarsene i diritti di distribuzione. Tutto fa pensare ad una buona riuscita per gli Oscar 2017, ma non è tutto oro ciò che luccica.

The Birth of a Nation

Il film narra di Nat Turner, uno schiavo della Virginia dalle doti particolari: in giovane età impara precocemente a leggere, diventando presto un predicatore. Il suo padrone organizzerà viaggi in tutto il paese per fargli predicare l’obbedienza ma, nel corso della sua opera, Nat scoprirà cos’è davvero la schiavitù e organizzerà una ribellione.

Il titolo è già eloquente di per sé: “La nascita di una nazione”, o come viene tradotto al festival, “La rinascita di un popolo”. Si tratta di un riferimento al film omonimo di David Wark Griffith del 1915, considerato un caposaldo della cinematografia americana. Purtroppo, per quanto interessante, il film aveva strizzato l’occhio al Ku Klx Klan, lasciando a Nate Parker il compito di definire come nasca una nazione fuori da eventuali polemiche.

Un paese nasce dalla volontà di libertà di un popolo, in questo caso, la lotta per la liberazione degli afroamericani.  Gli ultimi trenta secondi del film sono fondamentali per ribadire questo concetto.

Come spesso accade all’interno delle pellicole riguardanti il primo secolo della storia degli Stati Uniti D’America, il tutto risulta estremamente retorico e i simbolismi si sprecano, rendendo l’ampollosità del risultato insostenibile.  Come nei più classici stereotipi che concernono gli Stati Uniti, il paese viene rappresentato come nato dal dualismo crescente tra Vangelo e violenza.

Tuttavia, pur essendo un’opera prima, la regia è molto buona, cosi come la performance dell’intero cast. Tra tutti spiccano lo stesso Nate Parker nel ruolo del protagonista e Armie Hammer nel ruolo di Sam, il suo schiavista.