Voto
4.0

La forza di molti film è quel riuscire a creare una commistione di generi e tipologie dentro un’unica pellicola. E’ quello che ha fatto Gavin O’Connor nell’apprezzatissimo Warrior quando ha messo in scena, come raccontato in una rubrica uscita pochi giorni fa su questo sito, il virile scontro nel mondo dell’MMA tra due fratelli unendolo, sapientemente, ad una family tragedy ben costruita che partiva dal rapporto tra i due e al diverso cammino che hanno intrapreso nella vita, fino ad arrivare ad uno scontro-incontro sia fisico che ideale.

the_accountant-trailer-screen1Con The AccountantGavin O’Connor riesce di nuovo nell’impresa. Questa volta non parliamo di arti marziali ma di un action thriller/spy-story ben construito e accattivante, con un protagonista strutturato e degno di nota.
Ben Affleck è Christian Wolff, meglio conosciuto come “Il Contabile”, un geniale matematico che si occupa della contabilità forense di molti tra i più grandi uomini d’affari e criminali al mondo, ma affetto da una sindrome d’autismo. La caratterizzazione del protagonista, eccellentemente interpretato da un Ben Affleck sempre più in forma e sempre più Batman, parte dalla sua infanzia e dal rapporto con il padre e il fratello. Difatti, il film eccelle sia da un punto visivo che da un punto narrativo nei vari flashback sparsi per tutto il corso della pellicola. In particolare, a formare sia fisicamente che mentalmente Christian sarà il suo stesso padre, un duro ufficiale militare pluri-decorato, che lo spingerà a trovare uno scopo, dandogli la forza di combattere quella protezione paternalistica, da un lato, e quell’inevitabile bullismo oppressivo dall’altro, che la società offre a ragazzi con un disagio simile a quello del protagonista.

ben-affleck-first-look-at-the-accountant-socialNon esenti dal fascino sono anche le linee narrative ambientate nel presente dove Christian dovrà confrontarsi con una situazione particolarmente sfuggente, con una donna alla quale forse si affezionerà (Anna Kendrick) e con dei pericolosi sicari inviati forse per ucciderlo, mentre il dipartimento dell’FBI guidato da Ray King (interpretato da un novello Commissario Gordon  J. K. Simmons, qui invece verso la fine della sua carriera) dovrà rinnovarsi per continuare a stargli con il fiato sul collo.

58485_pplIn un ambizioso,  ma riuscito, intreccio di piani temporali e sequenze narrative The Accountant ci racconta bene una storia avvincente e a tratti decisamente originale. In determinati punti il film richiede un discreto sforzo di concentrazione per un action movie ma, la sapienza della regia ed una sceneggiatura solida, permettono allo spettatore una piena comprensione degli eventi.
Il film mostra il fianco sotto pochi aspetti. Il principale è sicuramente il ritmo: sopratutto nella prima parte, qualche scena d’azione in più avrebbe aiutato lo scorrere del film migliorandone anche il bilanciamento generale. Inoltre, un forse eccessivo rallentamento in diversi punti può risultare a tratti indigesto ai più. Niente che faccia deragliare il treno, solo qualche scossone nauseabondo forse evitabile.

Quello che rimane di The Accountant è un film stratificato, complesso e decisamente pieno per 128 minuti di durata. Qualche problema di ritmo non lo allontana da quello che voleva essere: una pellicola action e incalzante ma allo stesso tempo intima e originale.