Diventerò un pilota. Il migliore della galassia.

Il secondo spin-off della serie Star Wars Anthology, dopo “Rogue One: A Star Wars Story” di Gareth Edwards, ci racconta le gesta di un giovane Han Solo (Alden Ehrenreich) e di quanto accaduto 11 anni prima dell’episodio IV “Una nuova speranza” e subito dopo “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith”. I fatti narrati, per gli amanti della saga, sono ben noti, ma il film prova a sviscerare ogni singolo particolare per poter portare nuova linfa ad un franchise zuppo di risorse e particolari da approfondire. 

Alden Ehrenreich is Han Solo in SOLO: A STAR WARS STORY.

Un progetto, però, che comincia non nel migliore dei modi. Inizialmente la regia della pellicola è stata affidata a Phil Lord e Christopher Miller (“Piovono Polpette”, “21 Jump Street”, “The Lego Movie”), ma dopo divergenze artistiche tra i due registi e gli sceneggiatori il testimone è passato nelle mani di Ron Howard (“A Beautiful Mind“, “Rush“, “Il Codice da Vinci“). Il regista statunitense ha concluso le ultime settimane di riprese per poi rigirare gran parte del film. La sua impronta però non è poi così visibile come ci si aspetta, questo perché, nonostante abbia messo mano a gran parte della lavorazione del film, è comunque arrivato a produzione oramai in fase conclusiva. Resta ugualmente un film girato e diretto in maniera discreta, con un’ottima fotografia e con alcune buone interpretazioni. Il giovane protagonista, Alden Ehrenreich, riesce a restituire lo spirito del personaggio, nonostante non abbia lo stesso carisma del grande Harrison Ford. Gli altri personaggi, invece, sono poco caratterizzati e approfonditi e non ci si affeziona a nessuno di loro. L’unico personaggio che colpisce un po’ di più  è il contrabbandiere e proprietario del Millenium Falcon, Lando Calrissian (Donald Glover), su cui pare che la Disney stia già progettando un film a riguardo. 

Donald Glover is Lando Calrissian in SOLO: A STAR WARS STORY.

Tra gli altri pregi di “Solo: A Star Wars Story” c’è da sottolineare l’ottimo mix di generi che il regista e gli sceneggiatori riescono a dare alla pellicola: un po’ di western misto all’heist movie che funziona.  Poi c’è il buon utilizzo del tema dell’amicizia e anche quello del mentore, entrambi fondamentali ai fini della narrazione. Inoltre il finale non è per niente male perché ricco, in perfetto stile Star Wars, di colpi di scena. Quello che non funziona è la linea amorosa, l’aspetto legato al romanticismo è poco azzeccato e spesso distoglie l’attenzione da ciò che veramente conta: scoprire quello che ha passato il protagonista e di come è arrivato ad essere il personaggio iconico che noi tutti conosciamo e amiamo. Il problema più grande è l’inutilità della pellicola ai fini del proseguimento dell’intera saga. C’è davvero bisogno di sapere quanto avvenuto prima al personaggio di Han Solo? E quanto di ciò che viene raccontato può risultare utile allo spettatore? Da un lato sicuramente si rivela essere un film fresco, per ragazzi e meno per adulti. Può far scoprire una saga alle nuove generazioni (uno degli motivi principiali della creazione di questa Star Wars Anthology), ma tra tutti i personaggi, su cui di cui si poteva approfondire il passato, Han non è probabilmente il più adatto, dato che tra  gli amanti della saga a grandi linee il suo passato lo si conosce già. Nella speranza che riescano a mandare avanti questa saga con film migliori, come il già citato “Rogue One”, non ci resta che aspettare il prossimo spin-off e il prossimo capitolo della trilogia sequel già in produzione, ma ancora privo di un titolo definitivo.

Alden Ehrenreich is Han Solo in SOLO: A STAR WARS STORY.

Fanno parte del cast anche Woody Harrelson nei panni di Tobias Beckett, il mentore di Han Solo, Thandie Newton che interpreta Val, un membro della banda di BeckettPhoebe Waller-Bridge che presta la voce al droide L3-37, il braccio destro di Lando e, infine, Paul Bettany che interpreta il criminale Dryden Vos.
Insomma “Solo: A Star Wars Story” non è il film rivoluzionario che qualcuno si aspettava. E’ semplicemente un buon prodotto cinematografico, divertente, a tratti emozionante e che segue perfettamente la linea tracciata dalla Disney per quanto riguarda il proseguimento del franchise di “Guerre Stellari” e della serie “Star Wars Anthology”, la quale è solo all’inizio.

Voto: 70/100