Slasher è stata senz’altro una serie particolare. Partita con una clamorosa falsa partenza, la serie ha visto un’inaspettata crescita: il valore degli episodi, una regia migliore, interpretazioni più intense e una trama più interessante hanno contribuito a questo straordinario risultato. Quanto di buono visto fino a metà stagione prosegue sempre su alti livelli, settimo episodio compreso. Sembra quasi di poter urlare ad un piccolo ed inaspettato capolavoro dell’horror.

Risolto il giallo della ragazza scomparsa in maniera imprevedibile ed efficace, resta ancora da scoprire chi sia il Carnefice e perché abbia deciso di compiere questi efferati omicidi. Al settimo episodio resta ancora difficile definire con certezza assoluta il colpevole. Ma ormai il cerchio si stringe e si può cominciare a puntare il dito contro qualcuno.

L’ottavo episodio si apre con un flashback relativo all’infanzia di un personaggio che palesa la passione per maschere macabre ed inquietanti e la propensione all’omicidio. Queste informazioni ci danno subito la conferma dei sospetti maturati negli episodi precedenti, risolvendo in maniera un po’ banale la rivelazione dell’assassino. Tuttavia, minuto dopo minuto la puntata diventa un intricato insieme di sottotrame risolte un po’ alla svelta. Si assiste quindi alle interpretazioni e alle battute un po’ vuote della prima puntata, con le situazioni topiche già viste in altri film del genere e non.

Mentre l’elemento paura viene comunque ben gestito, quello che lascia totalmente basiti è la risoluzione dell’enigma dietro alle azioni del Carnefice. Difatti, il killer non sembra guidato da un criterio troppo restrittivo nella sua catena di omicidi: quello che nelle puntate precedenti sembrava un ordine stabilito con notevole precisione diventa semplicemente il frutto di una mente malata, con un deviato spirito religioso e con una personale interpretazione della giustizia divina. E’ difficile considerarlo lo stesso killer che ha voluto spiegare le sue azioni a una giornalista e che ha compiuto i suoi delitti spesso con un’ingegnosità ai limiti del credibile. Invece è sempre lo stesso killer, che nel finale decide di inseguire la sua vittima con un coltello, in mezzo alla strada e non mascherato! Un modo pessimo di risolvere gli enigmi portanti della serie.

Insomma, Slasher è decollato male, si è incredibilmente rialzato su livelli impensabili ed è crollato miseramente. A tirare un po’ su il morale ci pensano gli ultimi attimi della serie, con una scena inquietante quanto suggestiva, che gli amanti del genere potrebbero apprezzare molto.