[cs_content][cs_section parallax=”false” style=”margin: 0px;padding: 45px 0px;”][cs_row inner_container=”true” marginless_columns=”false” style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in-from-left” fade_animation_offset=”55px” fade_duration=”750″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_raw_content][/x_raw_content][x_blockquote cite=”” type=”center”]“Io prego ma sono sperduto, e alla mia preghiera risponde il Silenzio”. [/x_blockquote][cs_text class=”cs-ta-justify”]Uno dei più grandi interrogativi della storia umana è la domanda: “Dio esiste?”.
In Silence, Martin Scorsese (regista e co-sceneggiatore del film) fa un passo avanti e pone il quesito successivo: “Come si fa a trovare Dio? Dove si trova?”. Dal titolo della pellicola, la risposta suggerita dal famoso film maker è decisamente chiara.

Portogallo cattolico, XVII secolo. I padri Rodrigue (Andrew Garfield) e Garupe (Adam Diver), appartenenti allo stesso ordine dell’attuale Papa, i Gesuiti, famosi per essere in quegli anni il “braccio armato” della Chiesa (soprattutto a livello culturale, in quanto persone coltissime, e missionario), partono per il Giappone durante il periodo Tokugawa alla ricerca del loro guida Spirituale: Padre Ferreira (Liam Neeson). In Portogallo si dice che Padre Ferreira abbia abiurato, a causa delle tremende persecuzioni ai danni dei cristiani svolte dalle autorità Giapponesi. I due preti, increduli di tale nefasta notizia, partono alla ricerca del loro Padre Spirituale nonostante il terribile pericolo.

Quello che troveranno nella terra del Sol Levante sarà un medioevo moderno, con i fedeli “khiristian” rimasti nascosti in dei villaggi di pescatori ed un inquisitore, chiamato Inoue Masahige, che da loro la caccia.
Il difetto principale di Silence è sicuramente la lungaggine, non per forza collegata all’impegnativa durata (due ore e quarantacinque minuti), ma alla diluizione eccessiva di alcune scene e situazioni che porta all’inevitabile ripetizione di quanto si vede a schermo, quasi come se Scorsese volesse rendere fin troppo chiara, tanto da risultare ridondante, la collocazione spazio-temporale dell’opera (cioè il feudalesimo Giapponese e tutto quello che ne consegue).

Ciò non toglie che Silence trionfa eccellentemente nella ben più importante missione che si era dato: trovare Dio.
I personaggi trovano il Divino nelle piccole cose: immagini sacre, scene di vita quotidiana e simbologia religiosa. In un paese dove Dio è bandito ed i suoi aguzzini sembrano trionfare, in realtà Egli vive tra le pieghe della società, sotto il tappeto, in fondo al cuore dei credenti. Nonostante i giapponesi controllino la dogana alla ricerca di immagini religiose cristiane, quasi come la DEA controlla il confine con il Messico alla ricerca di sostanze stupefacenti, il paese è ugualmente pregno di questa presenza Divina.
Se i personaggi, Gesuiti e credenti, utilizzano piccole immagini sacre come araldiche per la loro Fede, così non fa Scorsese, che quelle immagini è pronto a calpestarle (quindi ad abiurare) pur di salvare vite innocenti. Perché è nel Silenzio che il regista trova Dio. Perché è nel Silenzio che Dio parla e risponde all’innumerevoli preghiere dell’uomo. Silenzio che molti personaggi non trovano, e spesso neanche cercano, forse perché troppo legati alla materialità dell’iconografia religiosa o forse, più semplicemente, perché ancora non disposti ad ascoltare.

Eppure Padre Rodrigue, protagonista di questo viaggio alla Apocalipse Now, interpretato da un eccellente Andrew Garfield in preda a quello che i suoi fratelli Gesuiti oggi definirebbero un “combattimento spirituale”, continua a credere, continua a sperare e continua a chiamare il Padre nonostante “io prego ma sono sperduto, e alla mia preghiera risponde il Silenzio”.
Ma è tra le pieghe di quel Silenzio, che per Rodrigue è un Purgatorio, dove si cela la risposta a tutto il film.[/cs_text][x_skill_bar heading=”Voto” percent=”85%” bar_text=”8.5″ bar_bg_color=”hsl(350, 81%, 46%)”][x_video_embed no_container=”true” type=”16:9″][/x_video_embed][x_raw_content][/x_raw_content][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”true” marginless_columns=”false” style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_raw_content]

[/x_raw_content][/cs_column][/cs_row][/cs_section][cs_section parallax=”false” style=”margin: 0px;padding: 45px 0px;”][cs_row inner_container=”true” marginless_columns=”false” style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_author title=”L’autore” author_id=””][x_share title=”condividi questo articolo” share_title=”” facebook=”true” twitter=”true” google_plus=”true” linkedin=”false” pinterest=”false” reddit=”false” email=”false” email_subject=”Hey, thought you might enjoy this! Check it out when you have a chance:”][/cs_column][/cs_row][/cs_section][/cs_content]