3.5

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STEFANO FOLEGATTI

Sausage Party: vita segreta di una salciccia è un film d’animazione molto particolare, scurrile ed esilarante allo stesso tempo dove volgarità, violenza e riferimenti sessuali accompagneranno lo spettatore per tutta la durata del lungometraggio, diretto da Greg Tiernan e Conrad Vernon.

La storia racconta le vicende di un gruppo di cibi e oggetti di una catena di supermercati, la Shopwell’s, i quali credono che gli esseri umani siano degli Dei pronti a prelevarli dagli scaffali e portarli in una sorta di Grande Oltre, dove verranno per sempre amati e coccolati. Frank, una salsiccia, insieme alla sua fidanzata Brenda, una panina, vengono finalmente acquistati e messi nel carrello per essere portati in questa sorta di paradiso. Durante il tragitto, però, avviene uno scontro tra carrelli e alcuni prodotti a loro interno cadono e si perdono nel supermercato. Così mentre un gruppo scopre l’orribile realtà nella cucina di chi li ha comprati, Frank e Brenda insieme ad altri compari si metteranno in viaggio alla ricerca della verità, inconsapevoli di una terribile lavanda vaginale, Don Lavanda, che tenterà di ucciderli senza scrupoli.

Il cartone, decisamente rivolto ad un pubblico adulto e smaliziato, si mostra come una continua barzelletta sporca dove tutto viene ironizzato metaforicamente senza risparmiare nessuno. Troviamo infatti continue gag volgari e doppi sensi sulla società attuale, luoghi comuni, riferimenti politicamente scorretti e l’uso di droghe e armi.

Il film mostra comunque degli spunti interessanti, mostrando la continua lotta tra fede e ateismo, l’agire d’istinto o pensando alle conseguenze, il trattenersi o dare libero sfogo all’impulso sessuale. Così come anche la specificità culturale dei prodotti diventa importante, in parallelo con la società umana, dove la loro provenienza territoriale andrà a delineare alcuni dei tratti caratteriali, tra cui la compatibilità tra sessi.

Nel cast dei doppiatori originali troviamo alcuni dei migliori attori della commedia americana attuale, tra cui Seth Rogen, Jonah Hill, Edward Norton, Bill Hader e Michael Cera.

Sausage Party è un film d’animazione che c’entra in pieno il suo obiettivo per il relativo pubblico di riferimento, seppur la continua voglia di stupire e scandalizzare a ogni costo risulta spesso forzata, portandoci ad un finale col fiato corto.

Negli Stati Uniti, classificato con R (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto), il film è stato distribuito il 12 agosto incassando quasi 100 milioni di dollari. In Italia arriverà il 31 ottobre.

ANDREA D’AGOSTINO

Immaginate di poter fondere Toy Story con South Park. Folle vero? Beh Seth Rogen e Evan Goldberg, sceneggiatori di Sausage Party, lo hanno fatto. E la cosa più folle di tutte è pensare che in Sony glielo hanno permesso veramente.
Sì, perché in questo film si parla di scurrili e vogliosi cibi di supermercato, senzienti, convinti che gli umani li “scelgano” dagli scaffali per andare nel “Grande Oltre“, una sorta di paradiso sessuale, ignari del fatto che in realtà verranno divorati per saziare la fame di coloro che considerano Dei.
Il film ovviamente è rivolto ad un pubblico adulto e smaliziato, in quanto pieno di parolacce, ma sopratutto doppisensi a sfondo sessuale: il sogno erotico dei cibi, coincide con il loro fine ultimo e quindi con l’ascesa nel “Grande Oltre” (per esempio: le salsicce, che ricordano il membro maschile, non vedono l’ora di potersi infilare dentro i panini da hot dog, che ricordano invece l’organo riproduttivo femminile).

Raccontato così, l’intero lungometraggio animato potrebbe sembrare un’assurda epopea del trash. In verità, anche se la realtà non è così lontana, a stupire oltre il doveroso divertimento comico – visto il tipo di pellicola – è anche la rappresentazione della società dei cibi, caratterizzata da una religione distopica e oppressiva che li costringe a cantare un’allegra canzoncina tutte le mattina all’apertura del supermercato e a reprimere in ogni modo qualsiasi loro impulso sessuale in modo da “preservarsi per il Grande Oltre” (evidente riferimento a film più classici per bambini, come quelli Disney, ed alle religioni di tutto il mondo). Inoltre, la società dei cibi è divisa rigidamente in classi, etnie e “nazioni” con i loro contrasti (I kebab litigheranno con i cibi ebraici, mentre i crauti hanno invaso una buona parte del supermercato, portando gli altri cibi nei campi dei “concentrati”). La parte allegorica, almeno inizialmente, risulta la più interessante, innovativa e originale.
Quando nella seconda parte del film quest’ultima comincia a scadere nella banalità (a causa del semplicistico teorema: “per superare ogni divisione, basta che facciamo tutti l’amore con chiunque”) subentrano una serie di azzeccate scelte visive. Prima o poi, i cibi arriveranno sulle tavole di noi umani e, prima o poi, scopriranno la grande menzogna. In fantastiche scene di cucina e smembramento, Sausage Party riuscirà a farvi provare quelle sensazioni da film horror e splatter senza un uso realistico di sangue e corpi umani. Difatti, tutto quello che vedremo saranno semplicemente dei cibi cucinati (quindi pelati, tagliuzzati e cotti) senza l’aggiunta di particolari dettagli splatter. Il tutto però riesce a risultare talmente realistico e convincente, da suscitare reazioni simili alla vista di un capitolo della saga SAW.

A coronare il successo di questo folle esperimento sono i personaggi, tutti molto ben caratterizzati e divertenti. Ognuno con le proprie convinzioni, manie e origini. Certo, il tutto non è esente da difetti, come alcuni voli pindarici nel terzo atto (seppur divertentissimo), una storia banalotta con delle linee narrative che si intrecciano in modo leggermente confusionario e dei cambi di scena non proprio al top. Niente che possa inficiare pesantemente il risultato finale che premia coraggio e audacia di Sony, che ha creduto nel progetto, e degli autori, che hanno avuto la folle lucidità di scriverlo e dirigerlo.