NEW FUTURE’S FACE

In questa rubrica cercherò di selezionare il meglio che la settima arte ha da offrire per quanto riguarda il filone futuristico/cyberpunk/sci-fi. Intelligenze artificiali, società distopiche, innesti meccanici per migliorare il corpo umano, come si evolverà il nostro rapporto con la tecnologia?

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«Cassandra, lo ricorderete dalla mitologia greca, era condannata a conoscere il futuro, ma anche a non essere creduta. Di conseguenza all’angoscia della preveggenza si aggiungeva l’impotenza di fronte agli eventi» (Kathryn Railly)

Per questo secondo appuntamento con New Future’s Face ho scelto Twelve Monkeys reso in italiano con “L’Esercito delle Dodici Scimmie”, film girato da Terry Gilliam nel lontano 1995 e ispirato a “La Jetée”, un cortometraggio francese composto esclusivamente da sequenze fotografiche accompagnate da una voce narrante. La storia è ambientata negli anni 90, precisamente tra il 1990 e il 1997 e vede il protagonista James Cole spedito “volontariamente” nel passato per raccogliere informazioni riguardo a un virus man-made che ha causato lo sterminio di 5 miliardi di persone. Il film ha un’atmosfera gelida, a tratti inquietante, piuttosto simile a quella del capolavoro Blade Runner con il quale condivide l’architetto della sceneggiatura. La trama non è delle più semplici ma si segue tutto sommato senza particolari attenzioni e, per quanto contenga i ruoli più classici come l’eroe, la sua amata e l’antagonista pazzoide, è perennemente contaminata da una follia isterica che pervade, con diverse intensità, ogni attore presente sullo schermo. È proprio in questa contaminazione che si realizza in pieno la visione dell’universo di Twelve Monkeys, un mondo malato nella sua essenza, corrotto, aberrante. Una nota di merito va senz’altro al giovanissimo Brad Pitt che nei panni di un personaggio a dir poco fuori dagli schemi, sfoggia un’interpretazione da maestro che vale da sola i 128 minuti di durata del lungometraggio. La visione è assolutamente consigliata agli amanti del genere e a chiunque non storce il naso di fronte a tematiche come viaggi nel tempo e società distopiche.