NEW FUTURE’S FACE

In questa rubrica cercherò di selezionare il meglio che la settima arte ha da offrire per quanto riguarda il filone futuristico/cyberpunk/sci-fi. Intelligenze artificiali, società distopiche, innesti meccanici per migliorare il corpo umano, come si evolverà il nostro rapporto con la tecnologia?

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«Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?» (Morpheus)

Per il sesto appuntamento con New Future’s Face ho voluto riesumare un film ormai cult uscito nel lontano 1999: The Matrix. Invecchiato eccellentemente, il lungometraggio vede protagonista della vicenda l’attore Keanu Reaves nei panni di Thomas Anderson, un giovane programmatore che di notte si dedica all’hacking informatico utilizzando il nickname “Neo”. Neo riesce a scoprire che la realtà che conosciamo non è altro che un’illusione fornita tramite impulso elettrico da un’intelligenza artificiale creata anni prima dall’uomo stesso. Da questa incredibile rivelazione ha inizio la sua lotta per liberare l’umanità dal profondo sonno che coinvolgerà anche un gruppo di carismatici ribelli. Il duo Wachowski è riuscito – con il loro secondo film – a dare vita a un vero e proprio classico, utilizzando un mix perfetto di stile, storytelling e azione, inserito in un immaginario Cyberpunk a dir poco ispirato. La tematica di base è ovviamente quella del contrasto tra realtà apparente e verità autentica, che l’uomo ha il compito di scoprire tramite una lotta di liberazione. Una ribellione che non si pone dunque lo scopo di distruggere direttamente il sistema ma di risvegliare la libertà degli uomini affinché siano quest’ultimi, liberi e consapevoli, a farlo. Si possono trovare citazioni o riferimenti a una miriade di opere del passato: dalla Bibbia alle filosofie orientali, da Platone a Orwell fino ad Alice in Wonderland.

Tutto ciò viene trasfigurato in 133 minuti di film veramente indimenticabili tanto quanto l’effetto speciale bullet time diventato ormai leggendario.

Esistono due sequel di Matrix, sui quali non trovo necessario esprimere adesso un giudizio: il primo episodio è infatti pienamente godibile come film a sé stante. La pellicola è adatta a qualsiasi tipo di spettatore e, ripeto, è invecchiata splendidamente. Nessuna ragione per non aggiungerlo alla propria videoteca.