NEW FUTURE’S FACE

In questa rubrica cercherò di selezionare il meglio che la settima arte ha da offrire per quanto riguarda il filone futuristico/cyberpunk/sci-fi. Intelligenze artificiali, società distopiche, innesti meccanici per migliorare il corpo umano, come si evolverà il nostro rapporto con la tecnologia?

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«Che siano esperienze simulate o sogni, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia. E, in ogni caso, tutti i dati che una persona accumula durante il corso della propria esistenza non sono che una goccia nel mare» (Batou)

In occasione dell’uscita di 5 brevi teaser per l’adattamento live action di Ghost in The Shell previsto nelle sale per marzo 2017, ho deciso di consigliare in questa quarta puntata di New Future’s Face il film d’animazione giapponese originale, vera pietra miliare dell’immaginario cyberpunk. Ispirato all’omonimo manga scritto da Masamune Shirow, il lungometraggio è un thriller ambientato nel 2029 che vede come protagonista l’agente Motoko Kusanagi, membro della Sezione 9 della polizia, una squadra speciale addetta ai crimini legati all’informatica e alla tecnologia. In questo mondo futuristico, gli uomini hanno sviluppato un forte legame con le “macchine” ed è nella norma essere dotati di corpi e cervelli migliorati rispetto a quelli naturali. È questo lo sfondo in cui si svolge una trama di tipo poliziesco tanto ricca di azione, splendidamente animata, quanto di dialoghi. Tutto l’intreccio risulta però secondario rispetto alla riflessione filosofica che l’opera vuole stimolare. Il vero scopo di Ghost in The Shell è infatti quest’ultimo, l’indurre a ragionare su temi come l’esistenza dell’anima (ovvero il Ghost, il “fantasma” all’interno dello Shell, il corpo) e l’assottigliamento delle differenze tra umani e “macchine”, inevitabile con il rapido sviluppo della tecnologia. Può considerarsi ancora umana una persona fortemente “migliorata” da innesti artificiali? Verrà un giorno in cui le suddette differenze scompariranno totalmente? Non c’è dubbio che si tratti di tematiche molto complesse e pesanti, per quanto trattate in maniera impeccabile, ed è per questo che la visione di Ghost in The Shell è consigliata quasi esclusivamente agli appassionati del genere o a chi ha deciso di intraprendere la scoperta di questo filone. I primi, troveranno pane per i loro denti della miglior qualità, se siete nella seconda categoria invece, ci sono molti lungometraggi ben più accessibili da dove iniziare.