NEW FUTURE’S FACE

In questa rubrica cercherò di selezionare il meglio che la settima arte ha da offrire per quanto riguarda il filone futuristico/cyberpunk/sci-fi. Intelligenze artificiali, società distopiche, innesti meccanici per migliorare il corpo umano, come si evolverà il nostro rapporto con la tecnologia?

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«Le intelligenze artificiali ci ricorderanno come scimmie erette destinate all’estinzione» (Nathan Bateman)

 

Questa puntata ha come protagonista Ex Machina, film made in UK che ha debuttato nelle sale inglesi alla fine del gennaio 2015 ed è arrivato qui in Italia nell’estate dello stesso anno. Prima prova alla regia per Alex Garland, che ricopre anche il ruolo di sceneggiatore, Ex Machina è una piccola perla con un pregio piuttosto raro per il genere a cui appartiene: essere non solo digeribile, ma pienamente apprezzabile anche da chi non ama la fantascienza.

La trama è semplicissima sulla carta, al limite del banale: Caleb, giovane programmatore, viene selezionato da uno scienziato geniale di nome Nathan per valutare l’intelligenza di Ava, una umanoide che basa la sua IA sulle innumerevoli informazioni presenti nella rete. La splendida Alicia Vikander, “realizzata” in maniera a dir poco impeccabile, diventerà poi la vera protagonista del film. A queste fondamenta molto classiche si aggiunge un’unica location in cui si svolge l’intera storia: la villa/laboratorio di Nathan immersa nella natura norvegese.

Nonostante le premesse poco originali, per tutta la durata di 108 minuti Ex Machina sarà in grado di tenervi incollati allo schermo con un susseguirsi di dialoghi, ragionamenti e lotte psicologiche che vi faranno crescere la voglia di scoprire fin dove possono spingersi le capacità intellettive della creatura di Nathan Bateman. Il ritmo è sempre serrato e non sono presenti scene inutili per diluire lo svolgimento della trama.

Dopo i titoli di coda il lungometraggio centrerà il suo obiettivo su qualsiasi tipo di spettatore: mettere in testa le domande filosofiche più classiche, ma non per questo banali, del filone a cui fa riferimento. Cosa succederebbe se inventassimo una macchina capace di pensare come, se non meglio, di noi? C’è un’etica che dovrebbe impedirci di tentare questo passo da gigante nella tecnologia? Preparatevi ad affrontare dibattiti se lo vedete in compagnia o, in alternativa, a riflettere per conto vostro sulle tematiche presentate.