Tutto quello che dovete fare è seguire le regole e correre”.

Dopo il successo ottenuto con “MineFabio Guaglione e Fabio Resinaro, assieme a Jacopo Rondinelli, decidono di realizzare uno dei progetti più rischiosi e innovativi per il cinema del nostro Paese. Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes) sono dei rider professionisti che spesso sfidano la morte scalando grattacieli e postando gran parte delle loro vite online attraverso l’obbiettivo delle telecamere. Durante una delle loro avventure ricevono, però, l’invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$. I due ragazzi accettano, ma scoprono ben presto che non si tratta di quello che sembra.

Ride” è un progetto molto ambizioso ed innovativo per un cinema, quello italiano, abituato a ben altro. Un film che si sviluppa quasi completamente attraverso l’utilizzo di telecamere go-pro e totalmente attraverso l’obiettivo di fotocamere di computer, telefoni e di tutto ciò che i protagonisti hanno intorno. La colonna sonora è ottima e si lega alla perfezione con il montaggio iper-frenetico di diverse sequenze, in particolare quelle che mostrano la corsa e le fantastiche acrobazie dei due rider. Un film che, a quanto detto da regista e sceneggiatori, è stato molto influenzato da altri prodotti cinematografici e televisivi come “Rollerball”, “Hunger Games”, “Lost” e “Black Mirror”. Un mix che risulta essere geniale e che si innalza grazie ad una storia semplice ma di forte impatto. “Ride” è uno di quei film che punta a far concentrare lo spettatore e ad assaporare ogni singolo frame. Lo fa attraverso un ottimo lavoro di regia e montaggio realizzati con la finalità di sperimentare un qualcosa di davvero nuovo nel nostro cinema per un pubblico oramai abituato a trovare in sala sempre il solito prodotto. Un progetto molto ambizioso che potrebbe essere non recepito immediatamente e che dividerà probabilmente il pubblico in due: forse banale per chi non è riuscito a farsi catturare da questa avventura, ma meraviglioso per chi, invece, è riuscito a fare quel passo in più riuscendo a sentirsi quasi parte integrante della vicenda. Inoltre il cast risulta essere molto azzeccato, i due protagonisti Lorenzo Richelmy e Ludovic Hughes rispecchiano alla perfezione i loro rispettivi personaggi. Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, che hanno lavorato alla sceneggiatura, al montaggio e alla direzione artistica, continuano ciò che avevano cominciato con “Mine”, anch’esso un film sperimentale per essere un film italiano. I due registi e sceneggiatori italiani, con l’aiuto di Jacopo Rondinelli alla regia, riescono a dare vita ad un prodotto innovativo, dal profilo internazionale e in grado di dare la svolta ad un cinema ancora troppo legato al recente passato, ma che sta dando segni in questi ultimi anni di guardare sempre di più al futuro.

Fanno parte del cast anche Simone Labarga nei panni di un’altra concorrente della gara Clara, Nathalie Rapti Gomez che interpreta Cristine la moglie di Kyle e Matt Rippy che riveste i panni del presentatore della gara Henri Owl.

Insomma “Ride” è un ottimo action thriller che gioca sul coraggio dello spettatore che deve decidere di vedere qualcosa di diverso dal solito e che viene messo a dura prova durante la visione di un film così particolare, ma totalmente mozzafiato. Un film che ha l’unica pecca di essere forse fin troppo sperimentatore e avanti anni luce da un cinema che sembra sempre lì come un aereo pronto al decollo, ma alla ricerca ancora di quella spinta che possa farlo tornare a volare. 

Voto: 80/100