53102

Ammettiamolo, per noi maschi è tendenzialmente più difficile apprezzare film come Io Prima di Te. Sarà il romanticismo, sarà la totale assenza di scene action o morti ammazzati. Però, quando uno di questi film ci(mi) piace e ci(mi) trasporta nella visione, allora vuol dire che qualcosa di veramente azzeccato c’è.

Tratto dall’omonimo libro di Jojo Moyes (che sceneggia anche la pellicola), il film ruota attorno alla storia di Louisa Clark, interpretata dalla famosa Emilia Clark, regina dei draghi di GoT, e William Traynor (Sam Claflin). Aitante, ricco, nobile e sportivo giovane, William è costretto sulla sedia a rotelle dopo un brutto incidente. Louisa, una sempre sorridente lavoratrice precaria con stravaganti gusti nel vestire e una famiglia cattolica, diventerà la sua “badante”. Ovviamente tra i due scoppierà qualcosa, che sia amore? Semplice amicizia?

Il film ruota tutto attorno a lei, Emilia Clark, che con un ruolo totalmente differente da quello in cui siamo abituati a vederla, stupisce e sa stupire. L’espressività del suo viso, messa in risalto da una furba regia, è il centro emotivo e situazionale di tutta la pellicola. Lei è fantastica, il suo personaggio è fantastico. E’ allo stesso tempo buffa e sexy, e lo spettatore non riesce a non immedesimarsi in lei.

La storia è semplice e ha diversi spunti interessanti (ho apprezzato molto questo taglio interclassista: lei povera, lui ricco. Lui nota lei solo “grazie” al suo handicap), ma se la prima parte del film scorre in modo abbastanza lineare, all’improvviso, scoperto il vero scopo del lavoro di Louisa il film prende una direzione interessante diventando, in modo dolce, da semplice conoscenza/caratterizzazione a una “lotta” per la vita. O meglio, a una lotta per convincere William a rimanere in vita. Perché si, tutta l’allegria di Louisa, la fotografia molto accesa e i molti momenti ironici, nascondono una storia molto triste, fatta di non accettazione di se stessi e di rimpianti che vivono dentro il personaggio di William.
Il film affronta questo tipo di temi duri in modo sempre “leggero”, dando meno spazio al nichilismo e alla sofferenza fisica di William e più alla risata e al viso superespressivo di Louisa. Vista questa premessa, la pellicola correva il rischio trasmettere dozzinalità e frivolezza. Invece, questo non  accade minimamente e, grazie alla sapienza della sceneggiatura e a precise scelte stilistiche, il film riesce a coinvolgere a pieno lo spettatore (risultando allo stesso tempo meno pesante e più scorrevole di altri film di genere).

Parliamo quindi di un film perfetto? Assolutamente no. La regia è abbastanza sciapa ma, come detto in precedenza, con un grande merito: quello di valorizzare Emilia, alcuni personaggi si perdono un po’ nelle pieghe del copione e dei ritmi e certe evoluzioni possono risultare scontate (come il finale, fin troppo chiaro sin dall’inizio del film). Questo non inficia assolutamente il risultato finale che, anzi, stupisce. Da qui spiegato l’incredibile risultato che sta ottenendo al botteghino italiano.

Personalmente, il film non raggiunge la perfezione di genere (film romantici con sfondo di malattie/disabilità), ma ci si avvicina parecchio. Bello, quasi bellissimo.

VOTO: 8/10

 

Appassionato di cinema, fumetti, videogiochi e wargames. Lavora e studia scienze politiche. E' un fan dell'universo DC e Batman è il suo mito ed esempio di vita.