Amo la mia famiglia e quando aveva più bisogno di me non sono riuscito a proteggerla.
Paul Kersey è un padre di famiglia e medico, la cui vita viene sconvolta dalla morte per omicidio della moglie e dalle violenze che portano sua figlia in coma. La polizia non trova indizi e una pista da poter seguire per chiudere il caso e trovare i criminali; di conseguenza Paul decide di cercare i rapinatori e farsi giustizia da solo.

La vicenda si svolge in una Chicago moderna costretta a una lunga lotta con il crimine (tante le panoramiche accompagnate dalla radio o dai telegiornali che ci aggiornano sui numerosi delitti e crimini della metropoli). Nei panni del dottore/giustiziere troviamo Bruce Willis che in questi ultimi anni ha sì partecipato a un alto numero di film, ma nessuno è stato così degno di nota. Questa volta ricopre i panni di un personaggio interpretato 42 anni fa dal grande Charles Bronson. Nella versione originale di Michael Winner del 1974, film tratto a sua volta dall’omonimo romanzo di Brian Garfield, che ha avuto ben 4 sequel cinematografici dando vita a una vera e propria saga cult del genere poliziesco. Questo remake è diretto da Eli Roth (“Hostel”, “The Green Inferno”),
che non è stata la prima scelta dei produttori. Inizialmente è uscita la notizia che Sylvester Stallone avrebbe dovuto dirige e interpretare il protagonista, abbandonando poco dopo il progetto per divergenze artistiche. Dopodiché il film è passato di mano in mano finché non è stato selezionato da Joe Carnahan (“A-Team”) che, nonostante si sia occupato della sceneggiatura, ha rinunciato alla regia che venne infine affidata al giovane Eli Roth che riesce a realizzare un buon remake ma con difetti parecchio evidenti. Spostare la storia ai giorni nostri funziona, soprattutto grazie alla componente dei social media e delle nuove tecnologie, il film però perde spesso di forza quando cerca di trattare temi più profondi come quello dell’antieroe o argomenti più delicati come la politica della armi negli Stati Uniti. È palese il fatto che sia una tipica regia da commissione, Roth ci ha abituato a ben altro, basti pensare a film come i già citati “Hostel” e “The Green Inferno” dove mescola il suo distorto stile con il suo senso del terrore e dell’orrore. La gestione degli attori da parte di Roth è comunque più che positiva: Bruce Willis riveste i panni di un personaggio che abbiamo visto interpretare più volte in pellicole come “Trappola di Cristallo” o
ancora meglio “Unbreakble”. Questa buona gestione del cast traspare dal fatto che il regista ha alle spalle una buona carriera recitativa, tra cui spicca sicuramente l’interpretazione del sergente Donnie Donowitz in “Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino uno dei tanti mentori di Eli Roth.

Inoltre nel cast de “Il Giustiziere della Notte” sono presenti attori come Vincent D’Onofrio (“Full Metal Jacket”, “Daredevil”) nei panni di Frank il fratello di Paul, Dean Norris (“Breaking Bad”) che interpreta il detective ed Elisabeth Shue e Camila Morrone che hanno interpretato rispettivamente la moglie e la figlia di Paul.
Il Giustiziere della Notte” è un poliziesco atipico che funziona, nonostante i tanti ed evidenti difetti, ha un buon ritmo e va dritto al punto coinvolgendo il pubblico grazie anche a una buona ironia, forse a volte un po’ troppo marcata.

Voto: 60/100