Voto
3.5

Pets, il nuovo lungometraggio d’animazione targato Universal, è entrato nelle sale cinematografiche italiane il 6 Ottobre, tre mesi dopo l’uscita Statunitense.

Con la regia di Chris Renaud e Yarrow Cheney, già autori del successo “Cattivissimo me” (e sequel), il film ha sbancato negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Giappone e in Cina, ed è attualmente il film d’animazione originale non-Disney o Pixar con il più alto incasso.

Lo scenario è niente più che un “dietro le quinte” riguardante la vita dei nostri amati animali domestici nelle ore in cui vengono lasciati soli in casa.

pets

Il protagonista è Max, un Jack Russell newyorkese innamorato della sua padrona, la giovane Katie. I due passano diverso tempo assieme, ad eccezione della parte centrale della giornata, in cui Katie esce di casa e lascia il povero cucciolo solo di fronte alla porta, pronto ad aspettare il suo rientro. Tutto fila liscio, finché una sera la padrona rientra in casa con un nuovo inquilino, un cagnolone enorme strappato dalla triste vita del canile. Max non accoglie bene la new entry, e come da copione i due non andranno particolarmente d’accordo.  Queste scaramucce li porteranno ad allontanarsi dal “branco” dei cani di quartiere e a scoprire il mondo degli animali randagi sparsi per i sobborghi di New York.  Quest’avventura porterà lo spettatore a conoscere più da vicino i desideri, le paure e le speranze di diversi cani, gatti, persino un coniglio ed un falco, certamente umanizzati ma resi perfettamente integrati in uno scenario di vera giungla cittadina.

Gli animali (domestici e non) vengono rappresentati sin dall’inizio con forte caratterizzazione, mossi da esperienze vissute e gusti personali, ma nonostante le marcate diversificazioni scatenate all’inizio del lungometraggio, nella seconda parte queste si smussano fortemente andando a creare due macrocategorie: i gatti indifferenti e senza scrupoli, i cani fedeli e un po’ stupidoni.

Il film d’animazione non delude, ma non osa. Alcune scene e scambi di battute risultano esilaranti, ma con difficoltà (anche considerando una piccola storia d’amore a fare da sfondo) si riesce a cogliere il lato emotivo e sentimentale tipico di questo genere.

Nonostante questa piccolissima nota negativa, il prodotto risulta leggero e divertente.

Analista Geopolitico. Appassionata di War Movies, Cartoni Disney vecchia data e Americanate vere e proprie. Se Topolino comparisse in Apocalypse Now sarei una donna felice.