Avete preso l’uomo sbagliato!

Torna sul grande schermo, dopo ben 45 anni, la storia vera di HenriPapillonCharrière (Charlie Hunnam), un uomo che nel 1931 viene accusato ingiustamente di omicidio e, di conseguenza, condannato all’ergastolo. La pena deve scontarla ai lavori forzati nella colonia carceraria sull’Isola del Diavolo nella Guyana Francese, ma Papillon, per riconquistare la libertà, progetta diverse fughe insieme al falsario Louis Dega (Rami Malek) che, in cambio della sua protezione, accetta di finanziarle. Inoltre, con il passare del tempo tra i due uomini nasce un profondo legame d’amicizia.

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Il regista danese Michael Noer ha deciso di realizzare il suo primo film internazionale, dopo aver cominciato la carriera nel mondo del documentario ed aver raggiunto il successo con il suo film d’esordio “R”. Noer comincia l’avventura ad Hollywood realizzando il remake di un vero e proprio cult: “Papillon”, un film del 1973 diretto da Franklin J. Schaffner con protagonisti Steve McQueen e Dustin Hoffman. Una pellicola, che a suo tempo, ha segnato una generazione e quindi, di conseguenza, non un progetto così semplice da riproporre sul grande schermo dopo così tanto tempo e in un epoca completamente diversa. Il regista danese, però, dimostra grandi capacità e qualità dietro la macchina da presa regalando all’occhio dello spettatore ottime inquadrature, in particolare quelle negli interni della prigione, davvero ben costruite e strutturate, e la sequenza iniziale dove si può ammirare una splendida Parigi anni ’30. Inoltre sono molto evocative le diverse location e scenografie utilizzate per ricreare delle ambientazione molto suggestive e che non si discostano molto da quelle utilizzate per cult del ‘73, anche se i due film sono stati girati in posti diversi: il primo in Spagna e in Giamaica, mentre il secondo in Serbia, Montenegro e Malta. Quello che, invece, non funziona sono i personaggi che, anche se ben interpretati, non hanno lo stesso carisma di quelli scritti da Dalton Trumbo e Lorenzo Semple Jr., sceneggiatori del film del 1973, e gli attori selezionati per questo remake non sono certo al livello del duo Steve McQueen e Dustin Hoffman. In più è una pellicola con poco ritmo, spesso ci sono tempi morti e, nonostante tecnicamente sia molto buono, non riesce a passare gli stessi valori del film precedente. Significati e valori che questo remake tenta di dare senza riuscirci appieno. Un’operazione cinematografica che fin dal 2008 ha creato perplessità e dubbi sulla riuscita del progetto. Dubbi che si sono rivelati come aspetti negativi che hanno impedito una buona riuscita del film. In generale una copia sbiadita dell’originale, una pellicola che non ha il coraggio di rischiare ed affrontare temi molti importanti che decide solamente di nominare senza argomentarli come ad esempio la violenza, la brutalità e l’ingiustizia. In più risulta essere anche un’occasione sprecata di riportare sullo schermo una fantastica storia vera, modernizzata nonostante rimanga ambientata negli anni ’30 e che poteva dare sicuramente molto, ma molto, di più: sia dal punto di vista tecnico/filmico, sia da quello espressivo.

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Oltre ai due protagonisti, fanno parte del cast anche Yorick van Wageningen che interpreta il direttore del carcere Warden Barrot, Roland Moller che interpreta Celier, Michael Socha che interpreta Julot, Joel Basman ovvero Maturette ed, infine, c’è Eve Hewson che riveste i panni di Nenette la ragazza di Papillon. 

Insomma “Papillon” (2017) si rivela essere uno dei tanti remake cinematografici che Hollywood continua a sfornare dimostrando che, in questi ultimi anni, le idee scarseggiano e prodotti originali sono sempre più difficili da trovare in sala. Un film che probabilmente, anzi quasi sicuramente, risulterà godibile solo a chi non conosce la storia di Charrière e a chi non ha mai visto il film originale.

Voto: 50/100