Sarebbe interessante vedere una volta tanto Oscar assegnato per ragioni esclusivamente artistiche, ma nei novant’anni di premio raramente ci siamo sentiti soddisfatti dall’esito dei vincitori. Sarebbe da suggerire che i gusti sono gusti e molti si sono trovati d’accordo coi passati vincitori. Ma, dovendo essere oggettivi, sono quasi 15 anni che non vince il miglior film.

In attesa di scoprire i vincitori domenica (e rimanere nuovamente delusi), un piccolo commento su chi dovrebbe vincere e chi vincerà nelle categorie maggiori.

N.B. A titolo informativo, queste sono meramente considerazioni di carattere personale, che non sono necessariamente le più corrette, ma esprimono semplicemente un’ opinione. Quindi piano con le emoji adirate.

MIGLIOR FILM

Dovrebbe vincere: The Shape of Water
Vincerà: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Cominciamo col botto. Calmiamoci e parliamone. Niente da togliere a Three Billboards: è un film eccellente, scritto benissimo e con grandi performances. Ma non è per queste ragioni che vincerà. Una storia di violenza femminicida, odio razziale e maschilismo nell’America di periferia, a un anno dalla Presidenza Trump e nello stesso anno di nascita del movimento #metoo, per la violenza sessuale nel mondo dello spettacolo nato a seguito dello scandalo Weinstein? Non credo ci sia altro da aggiungere. Il che è un peccato,dal momento che il film di Del Toro, Leone d’Oro all’ultimo festival del cinema di Venezia, è una storia delicata e fantastica sul cinema e l’amore, originale senza essere necessariamente didascalica o con una agenda di denuncia.

MIGLIOR REGIA

Dovrebbe vincere: Christopher Nolan, Dunkirk
Vincerà: Guillermo Del Toro, The Shape of Water

So cosa state pensando: se The Shape of Water è il miglior film dell’anno è merito del regista, e quindi quest’ultima categoria è in contraddizione con l’ultima. E non avete torto, ma mentre The Shape of Water è il miglior film dell’anno, Dunkirk è sicuramente il più visivamente intenso. Questa esperienza cinematografica sul salvataggio delle truppe inglesi a largo della costa francese durante la seconda guerra mondiale, che si dividerà i premi tecnici con il Blade runner 2049 di Dennis Vilneuve (volendo fare ulteriori pronostici, Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro) non sarebbe la stessa senza la visione e la forma data da Christopher Nolan, il sapiente uso del tempo e la rappresentazione di alcune delle scene di battaglia più mozzafiato della storia del cinema.

MIGLIOR ATTRICE

Dovrebbe vincere: Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Vincerà: Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Si preferirebbe dare un solo Oscar per attore/attrice, se non per dare una possibilità a chi ancora non lo ha vinto, per non sminuire la performance vincitrice precedente. Ma, come ci ha insegnato la fastidiosa versatilità di Meryil Streep con le sue 21(!) nomination e tre Oscar vinti, non esistono limiti ai personaggi che un premio oscar riesce a portare sul grande schermo, e quante di esse siano valide per la ambita statuetta. Limitandoci al caso McDormand, già premio Oscar nel’96 per Fargo, questa volta nei panni di una madre-giustizia, alla ricerca ossessiva dell’assassino della figlia, potentissima e fallibile, ma anche tenera e sola. Mildred è la madre che tutti vorremmo avere, l’alleata che vorremmo al nostro fianco.

MIGLIOR ATTORE

Dovrebbe vincere : Gary Oldman, Darkest Hour
Vincerà: Gary Oldman, Darkest Hour

Qui ci sono delle riserve. Chiariamo che Gary Oldman è tuttora uno dei migliori attori della sua generazione e che meriterebbe un Oscar già dagli anni ‘90 (in persformances come LeonSid&Nancy). Però un film come questo (ennesimo) biopic su Winston Churchill, nonostante sia un’ulteriore prova della versatilità e della dedizione al metodo dell’attore britannico, urla talmente tanto “oscar porn” che lo si vorrebbe tenere a secco di premi. Mentre invece tornerà a casa Inghilterra con due statuette, miglior attore e miglior trucco.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Dovrebbe vincere: Allison Janney, I Tonya
Vincerà: Allison Janney, I Tonya

Sette Emmy Award, sette Screen Actor Guild Award, due Drama Desk Award e due nomination ai Tony. A questi premi vanno aggiunti un Bafta e un Golden Globe tutti per il ruolo della stronzissima e volgarissima LaVona Fay Golden nel biopic su Tonya Harding sopra citato. Date un Oscar a questa donna, per amor del cielo!

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Dovrebbe vincere: Willem Dafoe, The Florida Project
Vincerà: Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Fa piacere vedere un attore con la versatilità di Sam Rockwell venire finalmente candidato a un Oscar: da progetti indipendenti come Moon, passando per film ad alta visibilità come il Miglio Verde, ma anche ruoli leggeri come Hammer in Iron Man 3 della MCU. M tale discorso va anche fatto per un attore della tempra di Willem Dafoe, già candidato due volte, per Platoon nel 1986 e per l’Ombra del Vampiro nel 2000.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Dovrebbe vincere: Get Out
Vincerà: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Come già detto, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è un film superbamente scritto, già premiato per la migliore sceneggiatura a Venezia, che in una competizione meno accesa si meriterebbe sicuramente la statuetta. Ma considerando la capacità di Jordan Peele di mischiare generi in uno dei film più rappresentativi e originali degli ultimi anni, almeno un premio gli andrebbe assegnato, se non per merito, almeno per consolazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Dovrebbe vincere: Call me by your name
Vincerà: Call me by your name

Il mio film preferito in gara, una delicata storia sulle forme del desiderio tratto dal libro bestseller di André Aciman, scritto da un mostro sacro come James Ivory, non ancora premiato con un Oscar. E’ arrivato il momento.

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Dovrebbe vincere: Coco
Vincerà: Coco

No comment.

MIGLIOR FILM STRANIERO

Dovrebbe vincere: Loveless (Russia)
Vincerà: The Square (Svezia)

Un vero peccato, perché Zvjacinev avrebbe dovuto vincere nel 2011 per Leviathan, e ora si vedrà privato dell’Oscar per la seconda volta. Una competizione che curiosamente si porta avanti dall’ultimo festival di Cannes, dove il film del regista russo aveva vinto il premio della giuria, mentre The Square aveva vinto la prestigiosa Palma d’Oro. Ma un colpo di scena potrebbe essere dietro l’angolo…

MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO

Dovrebbe vincere: Faces Places
Vincerà: Last Man in Aleppo

Improbabile che Agnes Varda, madrina della nouvelle vague, venga premiata con l’Oscar al miglior documentario dopo aver vinto nello stesso anno l’Oscar alla carriera. Il che è un peccato perché il suo film in collaborazione con l’artista JR, sulla graduale scomparsa di una classe lavorativa nella Francia rurale è probabilmente uno dei migliori dell’anno. Contando però la recente attenzione alla crisi umanitaria in Siria, l’Academy probabilmente intenderà mandare un messaggio..

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.