[cs_content][cs_section parallax=”false” style=”margin: 0px;padding: 45px 0px;”][cs_row inner_container=”true” marginless_columns=”false” style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in-from-left” fade_animation_offset=”55px” fade_duration=”750″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_raw_content][/x_raw_content][cs_text class=”cs-ta-justify”]orfani: terra

Con Orfani: Terra ci troviamo davanti al secondo interludio della serie, prima della stagione conclusiva. Come già visto con la Juric, questi spin-off approfondiscono alcuni aspetti della trama principale mostrati nelle precedenti stagioni.

Analogamente a Juric anche Terra vede un cambio del team creativo con Emiliano Mammucari e il fratello Matteo in veste di sceneggiatori e Alessio Avallone ai disegni. È da segnalare anche la presenza di Gipi come copertinista che conferma la capacità di Orfani di attrarre grandi autori italiani.

Tutto ha inizio sulla Terra, a Los Angeles, dove Cain e Abe vivono alla buona svolgendo piccoli lavoretti per il boss locale. Fin dalle prime pagine è chiaro che il mondo è ormai condannato: la Juric ha portato con sé l’umanità “migliore” lasciando indietro gli scarti; non c’è futuro o speranza per il pianeta e per le nuove generazioni, che subiscono le conseguenze della catastrofe.

 

Cain  e Abe vivono di espedienti in una civiltà imbarbarita che ha abbandonato ogni tipo di freno morale ed etico. I due ragazzi, come chiunque altro, sono completamente in balia dei capricci dei potenti. Gli rimane solo il sogno di entrare nella Città luminosa,  quello che sembra un paradiso isolato nella landa barbara in cui si è trasformata la Terra.

Purtroppo i due fratelli non avranno occasione di assaporare il sogno, gli eventi li constringeranno a separarsi prima: Cain diventerà uno dei tanti schiavi al servizio dello sceriffo, branchi di ragazzini costretti a cercare strumenti tecnologici utilizzabili estraendoli dalla immensa discarica in cui vivono.

Qui il carattere individualista e solitario di Cain dovrà adattarsi ad una situazione in cui il gruppo viene prima di tutto. Le dinamiche che vengono a crearsi sono le classiche che tutti ci aspetteremmo: la diffidenza, il guadagnarsi la fiducia e lo scoprire una vita al di là di sé stessi.

Dal punto di vista narrativo Orfani: Terra  non riserva particolari sorprese. I personaggi hanno una caratterizzazione superficiale basata su un singolo tratto caratteriale. Lo stesso Cain ricorda, nei modi e negli atteggiamenti il Ringo  della prima stagione. Tale similitudine appena accennata tra gli orfani “originali” e il gruppo di giovani disperati in fuga, potrebbe essere la chiave di volta della miniserie Terra che getta le basi in questo primo numero.

Nonostante i difetti appena elencati l’esordio dei Mammucari  ai testi risulta interessante. La storia si fa leggere con piacere e non ha tempi morti o rallentamenti. Tutto è dinamico e rapido nelle svolte narrative (forse anche troppo in alcuni punti), la narrazione procede spedita verso la conclusione dove viene piazzato il primo colpo di scena riguardante la trama principale.

I disegni di Alessio Avallone  e i colori di Giovanna Niro mantengono alto il livello grafico a cui ci ha abituati Orfani fin dai primi numeri. I disegni di Avallone hanno un tratto dinamico che ricorda quello dello stesso Mammucari, dando un altro collegamento visivo con la prima stagione. L’uso del colore e della luce dà un forte impatto grafico ai disegni creando effetti visivi notevoli soprattutto nelle panoramiche della discarica o della megalopoli.

Anche con questa seconda miniserie Orfani si conferma un’opera di altissima qualità. Se nella precedente mini-stagione ci si concentrava sulla storia della Juric e su giochi di potere di portata mondiale, in questa seconda miniserie il punto di vista si sposta all’altro estremo della catena mostrandoci la vita delle persone comuni rimaste indietro dopo la catastrofe.
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