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Titolo film: Non si Ruba a Casa dei Ladri

Data uscita: 2016-11-03

Regista: Carlo Vanzina

Attori: Vincenzo Salemme, Manuela Arcuri, Stefano Ghini, Stefania Rocca, Maurizio Mattioli

Genere: Commedia

70
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“Non si ruba a casa dei ladri”, scritto da Enrico e Carlo Vanzina, racconta la riscossa di un cittadino onesto, Antonio (Vincenzo Salemme), che si vendica di Simone (Massimo Ghini), un intrallazzatore disonesto. Antonio inizialmente vorrebbe denunciarlo, ma poi, conoscendo l’Italia, un paese nel quale l’iter della giustizia è lunghissimo e spesso incerto, decide di vendicarsi in un’altra maniera: sceglierà di rubare a casa del ladro – Simone – dopo aver scoperto la posizione dei suoi risparmi illeciti, una banca svizzera. Per l’impresa, Antonio mette in piedi una banda di non professionisti con un solo fattor comune: essere stati truffati dalla politica corrotta.ladri1Sviluppato da Medusa Film, il lungometraggio risulta enormemente attuale (nonostante i tempi particolarmente lunghi per l’adozione del progetto): calza infatti a pennello con lo scandalo inerente le grandi opere venuto a galla il 26 Ottobre (le consuete mazzette contornate da mafie varie).

“Non si ruba a casa dei ladri” racconta un momento topico della società italiana, cita relativamente mafia capitale e si fa gioco di un meccanismo nel quale il protagonista (Salemme) è prima vittima, poi carnefice. E’ interessante inoltre notare come, con un personaggio napoletano come Antonio, si sposti il fulcro della corruzione e dei “mariuoli” da Napoli a Roma: stavolta tocca alla Capitale.

ladri2Parlando di qualche scena nello specifico, rende estremamente bene un Mattioli (Giorgio nel film) da “monologo su Roma”, in cui elogia la sua città ma, in contrasto con ciò che ha appena detto, esprime il desiderio di andare in Portogallo una volta afferrato il malloppo.   Probabilmente ogni romano DOC riuscirebbe a rispecchiarsi nelle sue parole: Mattioli infatti, dopo aver detto di volersi trasferire in Portogallo, inizia un secondo monologo – verissimo e attualissimo – sul perché di questa scelta.  Ecco quindi che il suddetto “romano DOC” si troverà di nuovo ad annuire di fronte alle sue parole.

Nella conferenza stampa Vanzina fa notare come a Roma sia difficilissimo girare un film – ovviamente per problemi burocratici – mentre a Zurigo sia incredibilmente facile, costoso, ma facile.

Ovviamente nessun film è perfetto, nel caso in questione lo spettatore si trova davanti ad un doppiaggio spesso asincrono con il video, fattore che accomuna troppi film italiani doppiati successivamente nella stessa lingua. Si aggiunge alla lista una Lori (Arcuri) relegata al ruolo della bella e ignorante, anzi, ignorantissima, che forse le sta un po’ stretto.  Ultimi due aspetti poco felici riguardano la figlia – con fidanzato annesso – di Antonio, lei mediocre nella recitazione, lui privo di ogni sorta di battuta: ride e basta, in modo simpatico la prima volta, irritante le successive.

Il film è la classica commedia all’italiana che tocca però un tema molto meno banale del solito, la corruzione dilagante in una città come Roma.  Nel “magna magna” generale o ci si adegua o si muore di fame.  Questa è la premessa per una pellicola snella, leggera ma allo stesso tempo divertente e profonda, fatta eccezione per alcuni nei, sopra cui, per fortuna, si può passare sopra.

Vi lasciamo con il trailer e qualche citazione derivante dalla conferenza:

“Da uno spunto drammatico si può fare della buona commedia” C. Vanzina

“Non è una commedia ma un film neorealista” M. Ghini

“Non esiste più destra e sinistra, oggi l’importante è esserci, manovrare” M. Ghini

Nelle sale italiane dal 3 Novembre.