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I compleanni vanno celebrati, non fa eccezione questo venticinquennale di Nathan Never. Per anni unica testata fantascientifica della Bonelli, caposaldo del genere nella cultura popolare di noi che si compra fumetti per affrontare i rigori della vita da pendolare.

Venticinque anni di attività. Storie che hanno toccato tutte le sfaccettature della fantascienza regalando ai lettori grandi momenti e grandi idee. Gli eventi di questa trilogia sono proprio il culmine di un lungo arco narrativo, che si riproponeva di mettere a posto i pezzi per un nuovo status quo del personaggio.

 

Nel numero 250 e successivi, con una trilogia diversa dal solito, Serra ci racconta una storia tra le storie. Episodi che si dipanano lungo tutta la continuity della serie, mostrando una macrotrama più grande che scorre sotto la superficie delle indagini dell’Agenzia Alfa e delle guerre spaziali in corso. Con lo stesso espediente narrativo usato dalla Marvel per i suoi Illuminati, viene inserito Omega, il nuovo antagonista.

 

Omega, un cattivo che non ha convinto fino in fondo i fan a causa di quelli che erano anche i suoi punti di forza: doppione oscuro di Sigmund, ossessionato da suo padre, egocentrica e megalomane incarnazione della morte. Un bel cattivo ma forse fuori tempo massimo… L’impressione era quella di un cattivo riciclato dagli anni 80, quando invece, col senno di poi, era il cattivo perfetto per quello che si aveva in mente di fare: ribaltare il tavolo.

 

ATTENZIONE, DA QUI IN POI SPOILER

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La saga si apre subito col botto: Omega lancia il suo piano finale ed apparentemente gli eroi sono stremati dalle loro vicende personali per poterlo fermare. Ne Il giorno del giudizio (301) assistiamo alla distruzione della serie e di ogni certezza: ci sono amori secolari che finiscono; morti, improvvise e impietose: una pesante atmosfera di fine inevitabile. Quando si finisce l’albo, la sensazione che qualcosa di enorme stia succedendo, è forte.

 

In Vite sconosciute (302) la prospettiva viene cambiata radicalmente: l’entrata in scena dell’Uomo Quantico dei mondi paralleli e di un misterioso piano di Sigmund, danno la forte sensazione che tutto si risolverà con un nulla di fatto. Un “cambia tutto per non cambiare niente”.

 

In parte è così, ne I signori dell’eternità (303): Omega viene sconfitto; un mondo muore, un mondo vive. La Terra di Nathan cambia per sempre e resta sempre la stessa. All’apparenza l’impatto di questi 3 albi sul mondo del futuro è nullo. Invece a ben vedere ci sono tanti piccoli dettagli che hanno fatto e faranno al differenza per il futuro. Chi dice che la nuova Terra sia uguale alla vecchia? Che ne sappiamo di come si sono svolti lì gli eventi? Non possiamo saperlo se non continuando a leggere.

 

Intanto Serra, che con questa saga lascia ad altri il suo figlio prediletto, ci consegna un personaggio che torna a riappropriarsi del suo genere: una fantascienza classica che non ha paura di essere troppo grande e esagerata. Ci sono momenti memorabili e sconvolgenti am lascio che ogni lettore li scopra e li sperimenti da solo.

 

Solo un appunto sul finale de I signori dell’eternità. Serra ha dichiarato che questa è la sua ultima storia su Nathan Never e il finale di questa saga, con tutte le sue implicazioni, ha tutta l’aria del finale con la F maiuscola.. Una fine all’apparenza definitiva e amara che viene subito ribaltata dall’ultimo epilogo. Dove viene ribadito che anche questa fine è un inizio di qualcosa di nuovo, ma sempre uguale..