Lo show di Netflix dedicato alla lotta al narcotraffico avvenuta a cavallo fra gli 80 e i 90 arriva alla terza stagione orfana della star degli episodi precedenti.

Dopo aver posto fine alla carriera, e alla vita, di Pablo Escobar alla fine del 1989, lo show si sposta da Medellin a Cali, con l’agente Peña alle prese con i nuovi padrini del narcotraffico.

I Gentiluomini di Cali sono quanto di più diverso possa esistere da Pablo Escobar: esponenti di una criminalità organizzata di stampo manageriale, lontanissimi dal caotico e malato romanticismo del Re dei Narcos. Se il Pablo Escobar di Wagner Moura era più simile a un bandito, i fratelli Rodríguez Orejala (interpretati da Damían Alcázar e Francisco Denis), Pacho Herrera (Alberto Amman) e Chepe Santacruz (Pêpê Rapazote) sono più simili a imprenditori che si affidano a tutta una serie di collaboratori, nonostante non temano di sporcarsi le mani loro stessi.

Ed è proprio questo particolare che crea uno spartiacque con le due stagioni precedenti, trasformando la terza stagione di Narcos da un one man show a una serie corale.

I personaggi risultano tutti ben approfonditi e delineati, e lo sviluppo delle linee narrative, sebbene legato ai padrini di Cali, viene quasi del tutto affidato alle azioni di quelli che si dovrebbe, a torto, definire coprimari, capeggiati da Jorge Salcedo (interpretato da Matias Varela), capo della sicurezza del Cartello di Cali con il sogno di avviare una propria agenzia di sicurezza.

In un mercato dove l’appeal di Pablo Escobar è ancora fortissimo, come confermato dalla presentazione di Loving Pablo alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia, quinto lavoro dedicato al Re del narcotraffico negli ultimi 5 anni, Netflix riesce a fare centro, nonostante la perdita della star principale. Spostare il focus da un unico personaggio carismatico a un gruppo che riesce ad amalgamarsi alla perfezione si è rivelata una mossa vincente, riuscendo nel duplice intento di tracciare la strada per eventuali seguiti e di migliorare sensibilmente la già alta qualità dello show.

Studente di Relazioni Internazionali a Roma. DC fan, Music-Nazi. Sono talmente intelligente che ho perso i capelli, ma si sa, Bruce Willis è sexy.