Sarah Winchester, vedova del figlio del fondatore della nota fabbrica d’armi Winchester Repeating Arms Company, era convinta che una maledizione si fosse abbattuta sulla sua famiglia, e, dietro consiglio di un medium, costruì una grande casa per lei e per tutti gli spiriti delle vittime delle armi del marito, convinta che sarebbe vissuta finché avesse continuato a costruire la sua casa. Camera su camera, fino ad arrivare a un totale impressionante di ben 160 stanze, ognuna abitata da un singolo fantasma. La casa è tuttora riconosciuta come la più infestata della West Coast, e addirittura d’America.

Nel 1906, il dottor Eric Prince (Jason Clarke) viene incaricato dai dirigenti della società della anziana donna di valutarne la sanità mentale e per dimostrarne l’ incapacità di gestire la azienda milionaria. La vedova Winchester (Helen Mirren) è, infatti, convinta che spiriti vendicativi abitino nella sua enorme casa e che altri ne arriveranno, e che è suo compito ospitarli per espiare le colpe della famiglia del marito. Eric, scettico e disilluso da un grave lutto, dovrà rendersi conto della pericolosità della casa e degli spiriti che vi abitano.

I patiti di storie di fantasmi aspettavano da anni un film sulla Winchester House. E il casting di un’attrice del calibro di Helen Mirren nel ruolo della anziana vedova dava a tutto il progetto un’aura di rispettabilità e la promessa di un horror di qualità. Purtroppo, entrambe le speranze sono state tradite da una sorprendente quantità di cliché, una regia anonima e una storia senza né capo né coda, che mal si addicevano alla prowess recitativa dell’attrice premio Oscar, che cerca in tutti i modi di dare il meglio (ci sono attrici e ci sono Attrici..) a un progetto probabilmente in rotta di collisione dalla prima stesura di sceneggiatura.