E’ l’unica cosa che mi viene in mente, che si avvicina alla giustizia”.

Due anni dopo il grande successo ottenuto con “The Lobster”, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, il regista e sceneggiatore greco Yorgos Lanthimos torna dietro la macchina da presa con una pellicola ancora più evocativa e artistica: “Il Sacrificio del Cervo Sacro”, vincitore del Prix du Scénario per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2017. Il film racconta di Steven Murphy (Colin Farrell), uno stimato chirurgo, che stringe amicizia con un ragazzo di nome Martin (Barry Keoghan), il figlio di un suo ex paziente. 

La pellicola è liberamente ispirata, o meglio, è una rielaborazione in chiave contemporanea della famosa tragedia greca “Ifigenia in Aulide” di Euripide. Tutta la storia si concentra sul subconscio, attraverso la costruzione di scenografie e ambientazioni fredde, pulite e altamente inquietanti. Ci sono diversi lunghi e profondi corridoi perfettamente inquadrati e tesi a rendere il tutto ancora più claustrofobico. A rendere il tutto ancor più cupo ci pensano i personaggi che si scambiano spesso dialoghi molto freddi. Il regista greco gioca molto sulle capacità e qualità del suo cast e viene ripagato da ottime interpretazioni da parte dei tre protagonisti Colin Farrell (già protagonista del precedente e già citato “The Lobster), Nicole Kidman (Anna Murphy) e il sorprendete Barry Keoghan. Tutto ciò grazie ad un lavoro di scrittura spettacolare da parte dal regista stesso e da Efthymis Filippou co-sceneggiatore di fiducia di Lanthimos. Insieme riescono a creare una sorta di horror che si concentra però sulle relazioni tra i vari personaggi, capaci tutti di bucare lo schermo e di far provare allo spettatore le loro stesse emozioni: dolore, pena e paura. Un altro aspetto più che positivo e molto importante è la musica che sembra quasi incombere sui personaggi e, soprattutto, sulle loro azioni.
Il Sacrifico del Cervo Sacro” è il miglior film, ad oggi, del regista greco, la sua pellicola più esteticamente ricercata. Tecnicamente è meraviglioso, certe inquadrature sono pura arte visiva, un piacere per l’occhio dello spettatore. Il quale rimane profondamente coinvolto dal racconto. Il classico esempio di quando il cinema è inteso proprio come arte. Yorgos Lanthimos dimostra ancora una volta di come sia un regista a cui piace sperimentare e che ama il rischio di non ricevere il consenso positivo del pubblico, puntando di più a meravigliare chi gradisce e comprende il suo particolare stile. Un vero e proprio cinema da festival, anche se ultimamente diverse celebrazioni cinematografiche stanno aprendo anche a film molto più commerciali, vedi ad esempio Venezia che con la sua Mostra del Cinema comincia a dare importanza a film americani più mainstream.

Fanno parte del cast anche Bill Camp nei panni dell’anestesista Matthew Williams, poi c’è Alicia Silverstone che interpreta la signora Lang, la madre di Martin, Barry G. Bernson ovvero il dott. Larry Banks ed, infine, Herb Caillouet che interpreta Ed Thompson.

Insomma “Il Sacrificio del Cervo Sacro” (The Killing of a Sacred Deer) è un thriller psicologico e mitologico volto a portare lo spettatore a provare le stesse emozioni dei protagonisti: ovvero, come già detto, dolore, shock e paura. Un film impressionante da tutti i punti di vista: visivamente e tecnicamente. Il regista si dimostra capace di stimolare il proprio pubblico che, di conseguenza, è letteralmente trasportato all’interno di questa particolarissima storia ricca di eventi scioccanti che toccano il limite del realistico, quasi a voler passare attraverso l’onirico e appunto il mitologico: in poche parole un incubo ad occhi aperti, ma di una bellezza artistica fenomenale. Intanto attendiamo il prossimo film del regista greco Yorgos Lanthimos, già in corsa per il Leone d’Oro alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: “The Favourite” con protagoniste Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz (in uscita nelle nostre sale il 14 Gennaio 2019).

Voto: 85/100