“Il male è di famiglia.”

Arriva nei cinema italiani “Hereditary – Le Radici del Male“,  l’horror dell’anno che ha terrorizzato e diviso il pubblico americano prodotto e distribuito dalla A24, la casa di cinema indipendente del momento. La famiglia Graham è un nucleo familiare apparentemente unito e normale:  Annie (Toni Collette) è un’artista di diorami e miniature ed il marito Steve (Gabriel Byrne) è uno pscioterapeuta. I coniugi hanno anche due figli, il giovane e ribelle Peter (Alex Wolff) e la piccola e problematica Charlie (Milly Shapiro). La morte di Ellen, madre mentalmente instabile di Annie con cui non era mai stata in buoni rapporti, scoperchia orribili segreti che mettono a serio repentaglio la tranquillità della famiglia. Quando, la notte dopo il funerale dell’anziana donna, la tomba viene profanata, comincia un vortice di inquietanti rivelazioni e orribili violenze.

Dopo la sua prima proiezione di mezzanotte al Sundance Film Festival, il film d’esordio di Ari Aster è stato battezzato con sicurezza “il miglior film horror degli ultimi 10 anni” e “L’Esorcista del nuovo millennio“. D’altro canto, lo stesso regista ammette senza fatica il suo debito al cinema horror anni ’60 e ’70 come “Rosemary’s Baby” di Polanski, “Carrie” di De Palma e, appunto, “L’Esorcista” di Friedkin. Ma la strada intrapresa dal giovane esordiente è più vicina al cinema d’essai di mostri sacri come Bergman e Kieslowski, la quale ha, purtroppo, allontanato un pubblico mainstream, in attesa di spaventi da cinema horror popolare. Tutto il film, infatti, è un lento propagarsi di indizi e segreti, elementi nascosti e dettagli sparsi qua e là in attesa di essere carpiti, solo per poi deflagrare in un finale atroce, accompagnato dalla recitazione di una Toni Collette raramente così generosa, alle prese con il cinema horror per la prima volta dopo “Il Sesto Senso” di M. Night Shyamalan (1999), film che le valse la sua prima (e unica) nomination all’Oscar.

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Hereditary – Le Radici del Male” non è solo un grande film horror, ma anche un grande dramma familiare degno del cinema di Bergman e Leigh, che scruta il penoso destino di una famiglia condannata sin dai primi rintocchi del film, a un’orrenda fine a causa di una spaventosa eredità materna, in un perfetto equilibrio tra il dramma familiare “In The Bedroom” (2001) di Todd Filed e la cospirazione satanica di “Rosemary’s Baby” di Roman Polanski (1968).

Voto: 94/100

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.