Voto
4.5

Dopo tutto questo tempo? Sempre.”

Nel 2007, con l’uscita del settimo e ultimo romanzo, “Harry Potter e I Doni Della Morte”, tutti i fan del mago più famoso degli ultimi tempi hanno detto addio a una delle saghe più appassionanti.

E invece, a distanza di cinque anni, J.K.Rowling è riuscita di nuovo a stupirci con la pubblicazione di “Harry Potter e la Maledizione dell’Erede”, uno scriptbook scritto con la collaborazione di John Tiffany e Jack Thorne. Un libro completamente diverso: non il solito romanzo a cui ormai la scrittrice inglese ci aveva abituato, ma un’opera teatrale a tutti gli effetti.  Un libro che racconta la storia di Harry e del mondo magico a diciannove anni dalla battaglia di Hogwarts.

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La storia inizia da dove l’abbiamo lasciata. Harry e Ginny arrivano alla Stazione di King’s Cross: per il loro secondo figlio, Albus Severus, è il primo anno a Hogwarts. La paura non manca e Harry cerca in tutti i modi di confortarlo. Ma le paure di Albus sono molte e forse neanche il padre le conosce tutte. Si presenterà agli occhi di Albus un’avventura stupefacente che potrà aiutarlo a dimostrare al mondo magico, ma soprattutto al padre, chi veramente lui sia. Un’avventura che, tuttavia, risulterà più grande del giovane maghetto: le vite di tutti saranno messe a repentaglio. Le paure di Harry torneranno a galla e anche la storia che abbiamo conosciuto grazie ai primi sette romanzi rischia di cambiare…

Una nuova storia..

“La Maledizione dell’erede” riesce a tenere il lettore attaccato alle pagine del libro. E’ una storia che supera le nostre aspettative: un’amicizia inaspettata, la paura del nome che si porta, il timore di essere giudicati, l’ansia di non essere all’altezza delle attese altrui. In quest’opera ritroveremo i personaggi che ci hanno appassionato nei primi sette romanzi della Rowling e ne incontreremo di nuovi, i quali daranno un tocco di novità alla saga. Forse riusciranno addirittura ad entrare nei nostri cuori, proprio come hanno fatto tutti gli altri personaggi della saga di “Harry Potter”.

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Potrebbe non piacere il fatto che si tratti di una storia molto diversa dai precedenti romanzi. Alcuni fan potrebbero pensare che gli eventi di “Harry Potter” si concludano magnificamente con “Harry Potter e i Doni Della Morte” e non ci sia bisogno di continuarla, altri magari no.

Tuttavia, l’opera non deluderà gli amanti della saga: riuscirà a dare il tocco di magia del mondo di Hogwarts che mancava da tempo. E allora sarà lecito poter dire: “After all this time? Always”.

Studentessa di Scienze Politiche all'università di Roma Tre. Appassionata di cinema,serie tv, musica e sport