Gifted- il dono del talento è il nuovo film drammatico diretto da Marc Webb, in programmazione nelle sale italiane a partire dal 1 novembre 2017.

Frank Adler è un giovane single che, dopo il suicidio della sorella, sceglie di rispettare il patto fatto e prendersi cura della neonata nipotina. Sono ormai passati sette anni e la piccola Mary è pronta ad andare a scuola e a stringere nuove amicizie. Appare però da subito evidente la grandissima differenza con i suoi coetanei. Mary si mostra infatti molto matura e pare possedere, come sua mamma prima di lei, uno straordinario talento per la matematica. La notizia di questa fantastica abilità ben presto giunge anche alle orecchie della nonna  materna Evelyn che tenterà di strappare la piccola dalle braccia dello zio per spingerla verso l’eccellenza accademica.

Correva l’anno 1991 quando un esordiente Jodie Foster portava per la prima volta sul grande schermo “il mio piccolo genio” aprendo la strada a tutte le pellicole incentrate sul bambino prodigio. Gifted- il dono del talento è un nuovo tassello di un puzzle che , sebbene segua in tutto e per tutto i canoni del suo genere, riesce a descrivere la problematica attraverso una nuova ottica. Tom Flynn sceglie, infatti, di scrivere una sceneggiatura incentrata sui rapporti familiari e sulle problematiche di coloro che si ritrovano a scegliere il futuro di questi piccoli geni. Qual è la scelta più giusta? Tentare di costruire un’esistenza “normale” o innalzare, e di conseguenza isolare, i bimbi prodigio?

È proprio questo il quesito morale attorno al quale si sviluppa l’intero progetto che comunque si attesta a notevoli livelli anche da un punto di vista tecnico.

Buona la regia, discreta ma efficace,  il montaggio fluido e la sceneggiatura  dosa perfettamente i tempi narrativi lasciando il giusto spazio ai singoli personaggi. Notevole anche la performance del cast con Chris Evans, che si libera con estrema facilità dell’armatura a stelle e strisce Marvel, e la piccola Mckenna Grace che arriva persino ad oscurare i grandi nomi che l’affiancano (tra cui Lindsay Duncan e il premio oscar Octavia Spencer).

Cosa potrebbe non andare della pellicola è l’eccessiva retorica e il ridondante sentimentalismo nella parte finale, così come la presenza di alcuni personaggi stereotipati.

Marc Webb confeziona un prodotto che, riprendendo le caratteristiche del classico film sui bambini superdotati, supera le aspettative grazie alla visione innovativa e ad un buon compartimento tecnico.

70/100