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Ben Affleck l’altro giorno ha sganciato una vera e propria bomba a mano.

L’ex giustiziere cieco (Dio ce ne scampi e liberi) e attuale playboy milionario feticista del nero (Dio ce lo preservi per favore) ha postato un footage originale in cui compare Deathstroke, non uno degli antagonisti principali del “Crociato Mascherato”, ma un personaggio che, se ben gestito, potrebbe rappresentare un ottimo villain cinematografico.

Non so se si è capito, ma a me Batman piace. Parecchio.

Sono cresciuto con la “Batman TAS” al posto dei cartoni della Disney, ho avuto la mia prima pulsione sessuale vedendo Michelle Pefeiffer interpretare l’unica vera Catwoman in “Batman Returns” del 1992, ho schiumato di rabbia rivedendo “Batman & Robin” nel 1997 e così via…

L’interpretazione di Affleck è ciò che più attiene (sul grande schermo) a un eroe di cellulosa. Cupo, violento, terrificante. “The Goddamn Batman”.

Non credo dobbiate fare un grande sforzo per comprendere la mia eccitazione all’annuncio dello stand alone scritto da Affleck (che tra l’altro apprezzo nel complesso più da sceneggiatore e regista che come attore), o della mia gioia alla notizia (né confermata né smentita al momento) che sarebbe stato ambientato ad Arkham Asylum. L’unica certezza che abbiamo su questo lavoro è che sarà una storia inedita. L’idea non mi dispiace, dati i “mappazzoni” in cui ci ha fatto sprofondare la trilogia di Nolan a tratti. Nonostante questo, l’universo DC, e Batman in particolare, è pieno di graphic novels da cui attingere a piene mani, e vorrei illustrarvi quali potrebbero veramente ispirare la realizzazione del film:

 

1) Arkham Asylum (1989): Scritto da Grant Morrison (che tornerà a lavorare sul nostro “Dark Knight” dal 2007 al 2013, “uccidendo” il nostro eroe, attualmente lavora al vicino di casa di Metropolis) e illustrato da Dave McKean (che vanta parecchie collaborazioni con un altro mostro sacro come Neil Gaiman).

Gli psicopatici, guidati dal Joker, hanno occupato Arkham e minacciano di uccidere gli ostaggi (lo staff dell’ospedale) a meno che Batman non accetti di incontrarli. Il crociato mascherato naturalmente accetta, addentrandosi nella follia dei reclusi e facendo macabre scoperte.

Nonostante lo script classico, la trasformazione in capolavoro la dobbiamo ai due autori, dimostrando come la vera genialità spesso e volentieri si trova dentro la semplicità.

Eccezion fatta per lo scontro con Croc, Batman non lotta fisicamente, ma ingaggia un duello psicologico con tutti gli avversari che incontra all’interno della struttura. Il merito della riuscita del lavoro, nonostante l’ottima sceneggiatura di Gaiman, vero e proprio maestro del fumetto psicologico, va attribuita in primis alle violente tavole oniriche di McKean:

Direi che questa esprime bene cosa intendo.

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2) Batman Hush (2002-2003): Spesso e volentieri Batman viene etichettato come il maestro del “Prep Time”, cioè quella fantastica abilità di saper preparare piani particolarmente ingegnosi e complessi per vincere contro nemici fisicamente (mentalmente è moooolto difficile, anche se non impossibile) meglio dotati del nostro eroe.

Ora immaginate una situazione ribaltata: Batman nella ragnatela tessuta da un misterioso avversario, che sembra conoscerlo molto bene tra l’altro, costretto ad affrontare tutti i suoi avversari (scontrandosi addirittura contro Superman!) per giungere alla verità, e avrete Batman: Hush.

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Scritto da Jeph Loeb e illustrato da Jim Lee, questa graphic novel è un piccolo capolavoro contemporaneo. Piccola nota di regia, Deathstroke è solitamente indicato, al pari di Bane, come uno dei pochi strateghi capaci di mettere in difficoltà il Cavaliere Oscuro, aggiungete anche una fisicità geneticamente migliorata, e Batman:Hush si candida prepotentemente come un riferimento d’obbligo per la pellicola.

3) Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986): Forse la mia storia di Batman preferita. Scritta e disegnata da Frank Miller, è ambientata 30 anni dopo la “pensione” di Batman, in un futuro distopico in cui i supereroi sono stati messi al bando, con l’eccezione di Superman che è diventato una sorta di arma di distruzione di massa del governo americano.

Violenta, politicamente scorretta e critica della società telematica, “The Dark Knight Returns” è una graphic novel da cui hanno attinto a piene mani Nolan (con scarsi risultati e contaminando un capolavoro con abbellimenti inutili, Talia Al-Ghul su tutti) e Zack Snyder per il suo “Batman vs Superman” (gli scambi di battute tra Batman e Alfred sono tutte prese da questo albo, il combattimento contro Superman, e soprattutto l’armatura indossata, sono un omaggio palesissimo al capolavoro di Miller. Se siete curiosi, quel grand’uomo di Dago ha scritto questa bella recensione http://www.cinefusi.it/batman-v-superman-ultimate-edition-recensione-home-video/). Perché introdurlo in questa lista allora? Perché è una storia meravigliosa, perché mi sembra di leggere Sin City ambientata a Gotham City con il “Fottutissimo Batman” e perché il realismo esasperante di quest’opera è, e deve continuare ad essere, la base per i lavori del DCCU e per chiunque vuole avvicinarsi al personaggio. Vi lascio con la mia tavola preferita.

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“Voglio che ricordi, Clark… negli anni che verranno… nei tuoi momenti più intimi… Voglio che ricordi… la mia mano… attorno alla tua gola… Voglio che… ricordi… l’unico uomo che ti ha battuto…”

 

4) The Killing Joke (1988): L’uscita del film sulla Justice League vedrà l’esordio nel DCCU del commissario Jim Gordon, interpretato da J.K. Simmons (co-protagonista di Whiplash che abbiamo anche potuto ammirare come J.Jonah Jameson nella trilogia di Raimi su Spider-Man). Questo potrebbe avere dei risvolti interessanti, soprattutto in relazione a questa graphic novel scritta da Alan Moore (Watchman, V for Vengeance) e disegnata da Brian Bolland. Perché?

Perché Gordon è il “MacGuffin” (mezzo attraverso cui si introduce dinamicità alla trama) che ci porta prepotentemente dentro l’intimità di Batman e, soprattutto, del Joker.

In questa storia, infatti viene raccontata la prima versione dell’origine del Pagliaccio principe del Crimine, da cui Tim Burton prenderà spunto per la sua versione interpretata da Jack Nicholson e che anche Ayer nel più recente “Suicide Squad” omaggia. Gordon si ritrova, suo malgrado, a essere la cavia del Joker, il quale è intenzionato a dimostrare come una sola “giornata storta” possa cambiare la vita di una persona e dimostrandoci come la sua follia omicida non sia altro che una lucida scelta, contrapposta alla sete di giustizia derivante dalla “giornata storta” di Batman.

Come dicevo, Gordon è la cavia per la folle dimostrazione. A tal proposito, irrompe in casa del Commissario, paralizza la figlia Barbara (che vestiva i panni di Batgirl, andando successivamente a diventare Oracle) e prova a indurlo alla pazzia.

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P.S: è stata recentemente relaizzata una versione animata di The Killing Joke, senza infamia né lode.

Spolier on: Batman si fa anche una grassa risata.

 

 

5) Una morte in famiglia (1989): Quando uscì il trailer di Suicide Squad, una popolare fan theory voleva che l’attuale Joker interpretato da Leto altro non fosse che Jason Todd, il secondo ragazzo a vestire i panni di “Robin: il Ragazzo meraviglia”.

Vedendo il film non mi sembra tanto plausibile. Nonostante questo, l’inquadratura in Batman vs Superman su Bruce Wayne che si tormenta guardando l’armatura vandalizzata di Robin (non si sa quale fra i tre sia, ma è molto probabile, se non scontato, che sia Todd stesso) rende il lavoro scritto da Jim Starlin e disegnata da Jim Aparo un punto di riferimento imprescindibile per il DCCU.

Jason Todd non è mai stato un Robin amato dal pubblico, basti pensare che si è deciso di farlo fuori (salvo poi riesumarlo come Red Hood) attraverso un sondaggio. Nonostante questo, la storia, sebbene non una delle migliori, è straziante.

Il ragazzo parte alla ricerca della madre, salvo poi scoprire che questa è implicata in loschi traffici con il Joker il quale prima massacrerà con un piede di porco il ragazzo meraviglia, e successivamente lo legherà in un magazzino insieme alla madre facendo saltare per aria il locale. Questo evento farà, naturalmente, imbestialire Batman, che dichiara addirittura di essere disposto a uccidere il clown.

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Con questa vi lascio, buon lettura e, spero, buoni approfondimenti.