Voto
4.0

In questa rubrica verrà analizzato come il cinema mostra i rapporti familiari, reali o immaginari, ripercorrendone i segreti, le rivalità e gli amori, fino ad arrivare all’immedesimarsi con ogni famiglia.

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La prima pellicola scelta per la rubrica è “Warrior”.

Questo film, uscito nelle sale nel 2011, è diretto da Gavin O’Connor (regista del film “Pride and Glory- il prezzo dell’onore”) e interpretato da Tom Hardy, Joel Edgerton e Nick Nolte. Racconta di un ex lottatore e veterano della guerra del Vietnam di nome Paddy Conlon, il cui alcolismo ha decimato il rapporto con la famiglia. Dopo 14 anni di vita con la madre, uno dei figli torna a casa dal padre, Paddy, poiché lei – quando era ancora in vita – si era allontanata a causa dei problemi di alcol del marito. Si tratta di Tommy, un personaggio molto riservato, duro, determinato e solitario. Tommy fa parte dei Marines e grazie ad un suo gesto eroico salva i suoi compagni, poi diserta ma, nonostante questo, viene riconosciuto come un eroe dai suoi commilitoni. Il ragazzo decide di tornare ad allenarsi per un torneo di MMA (Mixed Martial Arts) per partecipare ad un evento chiamato “Sparta” dove il vincitore si porta a casa l’intero montepremi. Suo padre, oramai astemio, lo aiuterà ad allenarsi.

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Nel frattempo Brendan, fratello maggiore di Tommy, lavora come insegnante di fisica in un liceo, la crisi economica però lo introduce nel mondo dei combattimenti clandestini, spinto dalla necessità di mantenere sua moglie e le sue due figlie, ovviamente ignare del suo impiego notturno come lottatore. Viene presto licenziato dalla scuola in seguito alla scoperta del suo “lato oscuro”. A Brendan, quindi, non rimane che rivelare la verità a sua moglie, iscrivendosi successivamente al torneo “Sparta“: si farà aiutare da un esperto – nonché suo amico – nella preparazione atletica.

Così, i due fratelli partecipano allo stesso torneo. Vengono mostrati evidenti dissapori, sia tra i due che con il padre – verso il quale nutrono ancora rancore, compreso Tommy, nonostante l’aiuto ricevuto dal “vecchio” negli allenamenti congiunto al tentativo di riavvicinare il restante nucleo familiare. Il loro continuo colpevolizzare il padre per il passato porterà quest’ultimo a buttarsi nuovamente nel suo incubo peggiore: l’alcol. Malgrado ciò, il padre dimostrerà di essere il punto cardine nell’unione della famiglia e, di conseguenza, i figli perdoneranno i suoi errori e gli staranno più vicino.

La finale del torneo vedrà come protagonisti proprio i due fratelli: Tommy e Brendan, che nella stessa gabbia mostreranno la fragilità e l’attaccamento che li ha sempre tenuti uniti. Fa da accompagnamento la splendida: “About Today” dei The National. Brendan uscirà vincitore ma il vero premio è l’unità ritrovata. Possiamo notare la metafora della gabbia da combattimento, dura e violenta, dove ognuno mostra i suoi demoni ma grazie all’amore e all’attaccamento dei due fratelli questi demoni verranno scacciati via ed entrambi usciranno dalla gabbia insieme.

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Gli attori sono stati formidabili, in questo film è impossibile non commuoversi: “Warrior” è sia un film sportivo, sia un dramma familiare. Il lungometraggio è suddiviso in due parti, la prima è mentale e verbale, la seconda è fisica ed emotiva.

E’ inaccettabile che Tommy sia riuscito a scomparire dai radar del governo americano, o la troppa pubblicità del torneo “Sparta“. Queste scene, forse eccessive, sarebbero potute essere sostituite altre mostranti la vera voglia dei due consanguinei nel tornare ad essere una famiglia unita. Il film dà modo di vedere e pensare come le famiglie possano avere discordanze e non amarsi come dovrebbero. La famiglia però non la puoi cancellare, solamente accettare e se riuscirai ad avere una caratteristica come la carità e il perdono allora tutto sarà più semplice.

Il perdono, appunto, è uno degli elementi che ruota attorno al film, proprio come l’espiazione. Notiamo il perdono reciproco dei fratelli, verso loro stessi, verso il loro padre e verso un mondo che può sembrare uno schifo ma che con la famiglia può essere vissuto più facilmente. Notiamo  il tentativo del padre che vuole farsi amare dai figli, ci riuscirà però solo dopo che avranno visto il suo cambiamento, una seconda possibilità non si può negare a nessuno, soprattutto a tuo padre. E’ per questo che il film cerca di trasmettere il messaggio: “non bisogna vivere nel passato”.

La pellicola è stata – giustamente – ben accolta dalla critica.

Warrior viene inserito come primo film della rubrica perché mostra le discordanze familiari ma anche il vero amore che solo questo nucleo può dare. Nonostante perdonare un’ingiustizia familiare sia una delle cose più difficili, riuscire ad evadere dalla “gabbia” di rancore per vivere in pace con se stessi e con gli altri una delle sensazioni più belle e gratificanti al mondo.