Voto
3.5

Fai Bei Sogni è un film di Marco Bellocchio in uscita il 10 novembre, tratto dal romanzo di Massimo Gramellini “Fai Bei Sogni”.

“E’ nulla il morire. Spaventoso è il non vivere” citava Victor Hugo nell’opera “I miserabili”, citazione che poi venne ripresa da Gramellini nel suo libro. Il film ci mostra appunto la paura di non vivere, e la paura di non riuscire ad affrontare la morte per gli altri e quella di noi stessi.

La storia si concentra sulla difficoltà di crescita del protagonista Massimo a causa della morte di sua madre a soli nove anni, e alla costante paura e ricerca di scoprire la verità sulla tragedia. La vicinanza con la dottoressa Elisa lo aiuterà a scoprire cosa si cela intorno al mistero e a riacquistare la capacità di amare, una caratteristica che sembrava perduta dopo la scomparsa di sua madre, ma che invece era solo nascosta.

sogni

Il film ha tre tematiche principali: la famiglia, il lavoro e la verità che collega tutti e tre.

La famiglia è la base del film, un nucleo che cerca di nascondere la verità mentendo a Massimo per proteggerlo. Egli non riuscirà ad accettare la morte della madre e dopo il rifiuto della domestica nel sostituire quel ruolo, il bambino si inventerà quindi Belfagor come madre immaginaria.

Il lavoro riguarda il suo mestiere: quello del giornalista, cronista e testimone freddo della realtà, poiché cercherà di dimenticare la perdita subita. Alla fine però riuscirà a trasferire la sfera emotiva negli articoli, perché il passato non lo si può negare, ma solo accettare e reagire di conseguenza.

La verità è ciò che lega entrambi i fattori. Massimo tenterà infatti di scoprire la verità nascosta nonostante la paura di farlo. Si collega al lavoro perché egli si occuperà di raccontare fatti reali mettendo alla fine “se stesso” negli articoli.

sogni2Il film è coinvolgente e fa molto riflettere su noi stessi e sulla realtà che ci accompagna, su chi siamo e come dobbiamo fare per affrontare una situazione che sembra impossibile. Tutto ciò grazie alla troupe che ha lavorato fantasticamente, ai primi piani per mostrare le emozioni dei personaggi e al percorso di crescita di Massimo. Il realismo del film non può passare inosservato.

In questa pellicola troviamo una differenza con il film d’esordio di 50 anni fa “I pugni in tasca” di Bellocchio. Egli ci mostra i due estremi per quanto riguarda il rapporto tra madre e figlio. Nel primo film la madre non dava niente ai figli, tanto che verrà gettata dal figlio in un burrone. Al contrario in “Fai bei sogni” la madre è molto amata dal suo piccolo grazie alla sua generosità e affettuosità esclusiva. Bellocchio ci mostra questi estremi nel migliore dei modi grazie ad un lavoro superlativo.

Cosa può non andare nel film è la sceneggiatura, un po’ tirata per le lunghe. Le musiche di sottofondo, inoltre, sarebbero dovute essere più numerose per suscitare maggiori emozioni agli spettatori, facili prede della noia. Infine, alcuni personaggi che – seppur fondamentali – potevano essere analizzati di più, come la dottoressa Elisa che sarà necessaria per la ricerca della verità e la zia di Massimo che sembra essere irrilevante per tutto il film ma alla fine si scoprirà l’opposto.

L’opera verrà apprezzata soprattutto dagli amanti del genere e dagli spettatori che vogliono “impegnarsi” un minimo nella visione, al contrario però, potrà non andare a genio a coloro che non amano il genere drammatico e a chi vuole vedere un film semplice e facilmente fruibile. Nonostante questo però, “Fai bei sogni” riesce a coinvolgere tutti gli spettatori suscitando qualche emozione.

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