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Con colpevole ritardo andiamo ad aprire l’ultimo Dylan Dog attualmente in edicola. Premetto che io adoro i lavori della Barbato su Dylan dai tempi di Necropolis, finora non c’è mai stato un numero che abbia trovato insoddisfacente e le prime pagine di questo Remington House non sembrano voler smentire la tradizione.

La storia parte subito con uno spunto interessantissimo: la casa di un delitto trasformata in museo dell’orrore. Dylan trascinato dentro a forza  con un gancio che riduce tutto al minimo indispensabile. Leggendo ti aspetti un mistero, una qualche indagine invece il ritmo della storia cambia di botto dalla calma all’azione frenetica. Una vicenda che fino a poche pagine fa sembrava doversi svolgere in giorni nasce, cresce e precipita nell’arco di un pomeriggio. L’effetto sorpresa è ottimo e dà quel senso di frenesia che non ti lascia poggiare il volume fino alla conclusione. Non ci sono pause, riepiloghi, o riassuntoni. Solo una corsa non stop fino al finale che quando ci arrivi realizzi essere l’unica conclusione possibile, di quelle che un po’ ti senti stupido a non esserci arrivato da solo.

La forza dell’albo sta tutta nello spunto. Le tavole di Gerasi trasmettono da subito un’atmosfera oscura, di minaccia imminente mentre noi lettori siamo occupati a provare disgusto insieme a Dylan per il macabro teatrino. Poi, di botto la storia decolla le tavole si fanno più scure e il disgusto diventa orrore man mano che la situazione precipita. Man mano che i tentativi di ritardare l’inevitabile di Dyaln falliscono assistiamo all’orrore dell’omicidio solo accennato nelle prime pagine. Assistiamo allo splatter puro e semplice, verso le scene finali   è quasi superfluo leggere i testi.

Alla fine, come al solito, Dylan (questa versione meno “frignona” di Dylan) riuscirà a portare a casa la pelle e la giornata ma il risultato, come spesso accade, è molto lontano a quello che avrebbe voluto.

Remongton House è un ottimo numero che si piazza comodamente nella lista di ottimi numeri scritti da paola Barbato. Sono soldi ben spesi per una storia fuori dalle macrotrame della serie. Un ottimo antipasto in preparazione per quella cosa enorme che sarà Mater Dolorosa a fine mese.

Nerd, appassionato di fumetti, film e serie tv ed in generale di tutto quello che lo tiene lontano dalla luce naturale.