Titolo film: Death Note

Regista: Adam Wingard

Attori: Nat Wolff, Keith Stanfield, Margaret Qualley

Genere: Horror, Thriller, Fantasy

45
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Nemmeno un marchio di qualità come Netflix ha potuto nulla contro la maledizione delle trasposizioni cinematografiche di saghe letterarie e anime. A pochi giorni dalla sua uscita, Death Note non ha disatteso le aspettative negative, né dei fan del manga, né della critica in generale.

Partiamo dalla trama del manga: nella regione del Kanto, in Giappone, Light Yagami, un liceale brillante ma annoiato, trova un misterioso quaderno dalla copertina nera che scoprirà essere un letale e chirurgico strumento di morte a distanza, inviato dallo shinigami Ryuk nel mondo dei vivi. Per uccidere basta conoscere il volto e il nome della persona scelta per poi trascriverlo nel death note. Light decide di calarsi nel ruolo di giustiziere divino, scrivendo il nome di colpevoli di reati gravi, dividendo l’opinione pubblica e le forze dell’ordine, e attirando su di sé l’attenzione di un eccezionale investigatore, soprannominato L, geniale e sociopatico, dando vita a una complicata partita a scacchi fra giustizia e caos, creando un rapporto dicotomico in cui i due sono imprescindibili l’uno dall’altro.

Purtroppo non v’è traccia nel film di questa impalcatura, che è il cuore pulsante delle vicende che ruotano intorno ai personaggi principali.

Non c’è traccia di colpi di scena, di imprevedibilità, né della caratterizzazione dei personaggi tanto cara all’ideatore Tsugumi Oba, né tantomeno delle dicotomie presenti nel manga e nell’anime. In questo film, i personaggi sono stravolti: Light Turner (interpretato da Nat Wolff) è un semplice ragazzo di Seattle, senza amici e orfano della madre, che si invaghisce della cheerleader Mia (interpretata da Margaret Qualley) che, per buona parte del film, lo tiene in pugno.

Questa non è che una brutta copia del glaciale e inesorabile Light Yagami. Diverso il discorso per L. Nonostante l’inutile blackwashing, alcune interpretazioni di Keith Stanfield sono fedeli alle caratteristiche del personaggio originale, ma gli insensati attacchi di panico e scoppi d’ira cui è soggetto L sono veramente difficili da accettare per un personaggio che, continuamente messo alle strette, risponde nel manga colpo sul colpo alla silenziosa guerra di nervi che conduce contro Light.

Un secco e sonoro no.

Voto: 45/100